R U B I K

 

una commedia nera di

MIRKO DI MARTINO
 

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                                                                      primo atto - secondo atto

PERSONAGGI


GIOVANNI     ha circa trentacinque anni.
LUCIA             sua moglie, di circa trent’anni
PAOLA             sorella di Lucia
SECCO
BARBA


Lo spazio scenico è diviso in due parti, che corrispondono a due stanze dell'appartamento di una famiglia evidentemente ricca.  A destra c'è il salottino, a sinistra lo studio. Il salottino è arredato con un tavolino basso, una poltroncina, un divano e, alla sua destra, un telefono poggiato su un mobiletto; sul fondo c'è il vano della porta che dà accesso al corridoio, mentre a destra c'è la porta che dà in cucina e accanto ad essa, a terra, un grosso vaso decorato. Nello studio, invece, sulla parete di fondo c'è una libreria che, dietro uno dei suoi sportelli, nasconde una cassaforte. Davanti alla libreria ci sono un paio di sedie. Sul fondo c'è la porta che dà sul corridoio, mentre a sinistra c'è quella del bagno.


ATTO I

Scena 1.
All'apertura del sipario la stanza di sinistra è al buio, mentre quella di destra è illuminata da una leggera luce che proviene dalle finestre della cucina, la cui porta è aperta. Sul tavolino c'è un telefonino. Per terra, a destra, c'è un elegante borsone di colore chiaro, aperto. Dopo qualche secondo si sente il rumore di una chiave che gira nella serratura e del portone che viene aperto e richiuso.

GIOVANNI (fuori scena, chiama) Lucia?... Lucia, ci sei? (entra in scena e accende la luce. E' visibilmente stanco e giù di morale. Si guarda in giro, poi chiama) Lucia? (va a vedere in cucina) Lucia? (rientra e va in corridoio. Si toglie il cappotto e lo porta a destra dove c'è un appendiabiti, invisibile al pubblico) Lucia, ci sei? (rientra, dà un’occhiata al borsone, poi va a telefonare. Attende in linea, ma non risponde nessuno) e dai... rispondi, forza... rispondi! (riattacca con molta rabbia. Per un po' resta fermo a pensare, nervoso e indeciso. Poi tira fuori dalla tasca una rubrica, cerca un numero e telefona. La sua voce rivela preoccupazione) Si, buonasera. C'è l’ingegnere, per favore?... (deluso) ah… Sa dirmi a che ora potrei trovarlo?... no, è una cosa piuttosto delicata. Preferirei parlargli di persona... va bene, riproverò più tardi. Grazie. (riattacca, poi richiama lo stesso numero di prima) andiamo, su, rispondi... lo so che lo fai apposta. Rispondi... rispondi! (Riattacca di nuovo con molta rabbia. Resta un momento in piedi, poi si siede. E' molto nervoso e preoccupato. Vede il telefonino, lo prende e lo osserva, stupito).
2.
Suona il campanello della porta.
GIOVANNI Lucia! (Con il telefonino in mano, corre ad aprire) Lucia! (apre).
PAOLA (f. s.) ciao.
GIOVANNI (sorpreso) Paola!
PAOLA come va?
GIOVANNI che ci fai, qua?
PAOLA potresti almeno salutarmi.
GIOVANNI dov'è Lucia?
PAOLA sei gentile a chiedermi di entrare, grazie. (Entra. Indossa un giaccone e porta in spalla una borsetta. Giovanni la segue).
GIOVANNI (molto brusco) che cavolo sei venuta a fare?
PAOLA non so, ma ho come l’impressione che tu non sia contento di vedermi.
GIOVANNI perchè non risponde al telefono?
PAOLA chi?
GIOVANNI lo sai. Dov’è?
PAOLA dov’è chi?
GIOVANNI Lucia!
PAOLA ah, Lucia (posa la borsetta sul tavolino).
GIOVANNI allora?
PAOLA cosa?
GIOVANNI dov’è Lucia?
PAOLA se non te lo ha detto lei, perchè dovrei dirtelo io?
GIOVANNI mi ha detto che veniva a stare da tuo padre.
PAOLA allora perchè me lo chiedi?
GIOVANNI è ancora da voi?
PAOLA dove vuoi che vada, in albergo?
GIOVANNI meglio che stare nel palazzo dello Zar.
PAOLA (offesa) non chiamare papà in quel modo!
GIOVANNI troppo poco, scusa. Va bene “imperatore”?
PAOLA e poi, se non sbaglio, eri tu, un anno fa, che dicevi a Lucia che era vostro diritto prendervi un intero piano del palazzo per venire ad abitarci.
GIOVANNI era solo per togliere spazio al vecchio.
PAOLA non chiamarlo vecchio!
GIOVANNI che se ne fa di tutte quelle stanze vuote, il "vecchio"? C’è talmente tanto spazio sprecato che sembra di essere in un museo.
PAOLA complimenti, un vero amante dell’arte.
GIOVANNI perché Lucia non torna a casa?
PAOLA ma è a casa.
GIOVANNI è questa, casa sua.
PAOLA non finchè ci dormi tu.
GIOVANNI ah si?
PAOLA si.
GIOVANNI e allora sai che ti dico? Che ci dormirò tutta la vita! E pure da morto! Mi farò seppellire in cantina.
PAOLA bene!
GIOVANNI con tutto il letto!
PAOLA ottimo! Il vino lo terremo in soffitta.
GIOVANNI (sventolando il cellulare che ha ancora in mano) e perchè non risponde al telefono?
PAOLA (guardando il cellulare) bello.
GIOVANNI (non capisce) eh?
PAOLA fa vedere (prende il telefonino).
GIOVANNI non è mio. Era sul tavolino.
PAOLA è bello.
GIOVANNI (riferendosi a Lucia) allora?
PAOLA però! Sei bravo: hai fatto il nuovo record.
GIOVANI che record?
PAOLA (mostrando il cellulare) del giochetto.
GIOVANNI ma ti pare che con tutto quello che ho per la testa mi metto a giocare col telefonino?
PAOLA come no? guarda qua: 350!
GIOVANNI (le strappa il telefonino di mano e lo butta sul tavolino) e basta con questo coso!
PAOLA ehi! Che modi!
GIOVANNI (con rabbia) perchè non risponde al telefono?
PAOLA chi?
GIOVANNI Lucia!
PAOLA che ne so! (si toglie il giaccone e va in corridoio ad appenderlo) l'hai chiamata?
GIOVANNI (la segue, senza uscire dalla stanza) certo che l'ho chiamata. Come farei a sapere che non risponde?
PAOLA quando?
GIOVANNI adesso. L'ho chiamata due volte.
PAOLA (rientra) boh, sarà in bagno.
GIOVANNI (irritato) senti, Paola, stasera non ho proprio voglia di apprezzare la tua ironia...
PAOLA non l'hai mai fatto.
GIOVANNI appunto. E non lo farò neanche adesso, perciò rispondimi.
PAOLA ma che ti devo dire? Lo sai che non vuole parlarti! E poi guarda che neanch'io ho voglia di perdere il mio tempo con te. Sono passata solo a prendere un paio di borse di Lucia, perciò…
GIOVANNI (la interrompe) no, no, aspetta. Che vuol dire che sei passata tu?
PAOLA (si avvicina alla borsa) Una è qua, quindi…
GIOVANNI questa è roba sua, deve venire lei.
PAOLA invece ha mandato me.
GIOVANNI ma aspettavo lei!
PAOLA l'altra borsa dovrebbe essere nello studio... (fa per avviarsi, ma Giovanni la trattiene).
GIOVANNI io e lei dobbiamo parlare.
PAOLA non ha niente da dirti (fa per avviarsi di nuovo, ma Giovanni la trattiene ancora).
GIOVANNI ma io si! Ho parecchie cose da dirle.
PAOLA ma lei non vuole ascoltarle.
GIOVANNI deve farlo, invece! Io devo spiegarle, devo chiarire...
PAOLA è già tutto chiarissimo.
GIOVANNI no, devo dirle che mi dispiace che sia andata così. Mi dispiace davvero. Io... io devo chiederle scusa per come mi sono comportato...
PAOLA avresti dovuto farlo prima. Ormai è tardi (cerca ancora di uscire, ma Giovanni glielo impedisce ancora una volta).
GIOVANNI non è tardi. Non è mai tardi per chiedere scusa. Io voglio dirle quanto... (squilla il telefono) questa è lei! (corre a rispondere) pronto?... (sorpreso e deluso) ingegnere!... (con imbarazzo e eccessiva cortesia) no, no, nessun disturbo. Ma non doveva disturbarsi, l'avrei chiamata io.
PAOLA io vado nello studio.
GIOVANNI (a Paola) aspetta!...
PAOLA che c’è?
GIOVANNI (al telefono) ingegnere, scusi un secondo. (a Paola) non andare via, devo parlarti.
PAOLA ma si, si…
Paola esce e va nello studio. Buio nel salottino.
3.
Paola entra nello studio e accende la luce. A terra, a destra, c'è una borsa simile a quella che c'è nel salottino, ma di colore scuro, mentre a sinistra ce n'è una completamente diversa, di plastica nera.
PAOLA (annusa l’aria, infastidita dalla puzza di fumo. Squilla il telefonino) pronto?... si. Sto nello studio... no, è di là, al telefono... (Solleva la borsa di plastica per saggiarne il peso, poi la rimette giù) si, si è messo a dirmi un sacco di sciocchezze, le solite cose. Senti, però qui ci sono tre borse. Tu non mi avevi detto di averne preparate due?... (Prende la borsa scura, ma è molto pesante) uff! (la rimette giù). Vabbè, non ti preoccupare. Vedo io. Tu sei in macchina?... va bene, tra cinque minuti sarò da te. Ciao. (riattacca. Mentre prende la borsa di plastica, nota a terra un mozzicone e lo prende) Tu guarda questo!… (scuote la testa e esce, lasciando la luce accesa).
Buio nello studio.
4.
Luci nel salottino. Paola entra. Giovanni è in piedi accanto al telefono, immobile, con la cornetta ancora in mano. E' molto pallido.
PAOLA (va a gettare il mozzicone nel posacenere) nessuno ti ha mai insegnato che le sigarette non si spengono per terra? (nota l'aspetto pallido di Giovanni, che non le ha prestato attenzione) che c'è? Stai male?... Giovanni?
GIOVANNI eh?
PAOLA qualcosa non va?
GIOVANNI no, no… (riattacca il telefono) è tutto a posto.
PAOLA non mi sembra.
GIOVANNI è tutto a posto.
PAOLA chi era al telefono?
GIOVANNI (con molta rabbia) ti ho detto che è tutto a posto! (Paola lo guarda stupita, in silenzio. Poi Giovanni, pentito) scusa… è tutto a posto.
PAOLA (per niente convinta) se lo dici tu... (mette giù la valigia) senti, di là c’erano due valigie. E’ tua, questa?
GIOVANNI (distratto, non capisce) cosa?
PAOLA la valigia! E' tua?
GIOVANNI (ignorando la domanda, si lancia su Paola) Senti, Paola, io devo assolutamente parlare con Lucia…
PAOLA (cercando di evitarlo, infastidita) ah! Ma allora proprio non capisci! (mette giù la borsa. Si avvicina alla borsa chiara).
GIOVANNI (seguendola) senza di lei non dormo più, non mangio più, non esco più…
PAOLA e ci credo! non hai più una lira. Dove vuoi andare? (si piega sulla borsa e la apre per controllarne il contenuto).
GIOVANNI io ho bisogno di lei.
PAOLA o hai bisogno dei suoi soldi? (estrae dalla borsa un flacone).
GIOVANNI questo no! Non te lo permetto! E’ un insulto che non merito.
PAOLA (legge l’etichetta del falcone) latte detergente… questa è di Lucia.
GIOVANNI io sto male davvero.
PAOLA (rimette a posto il flacone) è per questo che ti sei messo a fumare?
GIOVANNI (stupito) fumare?
PAOLA nello studio (si avvicina alla borsa di plastica).
GIOVANNI che stai dicendo?
PAOLA (mostra il mozzicone nel posacenere) e l’hai pure spenta per terra.
GIOVANNI lo sai che non fumo.
PAOLA l’unico vizio che ti mancava (torna alla borsa, si inginocchia, apre la borsa e inizia a controllarne il contenuto).
GIOVANNI almeno questo lo ammetti.
PAOLA o magari hai sempre fumato di nascosto.
GIOVANNI (con aria indignata) io non ho mai fatto niente di nascosto! (Paola ride) Che hai da ridere?
PAOLA questa è bella!
GIOVANNI è così.
PAOLA (si alza in piedi, con rabbia) ma per chi mi hai presa? Per una stupida? Guarda che io so tutto!
GIOVANNI tutto che?
PAOLA di quello che hai combinato.
GIOVANNI cosa?
PAOLA e per fortuna adesso lo sa anche Lucia.
GIOVANNI sono solo cattiverie che vi siete inventati!
PAOLA ma va'!...
GIOVANNI tu e Paperon dei Paperoni!
PAOLA (con rabbia) lascia stare papà!
GIOVANNI volevate vendicarvi!
PAOLA (con un sorriso incredulo) per favore!
GIOVANNI si! perché non avete mai accettato il fatto che Lucia abbia voluto sposare me, uno che non aveva niente, uno che ha dovuto sempre sudare per avere quello che voleva.
PAOLA e l'hai avuto quello che volevi! E senza neanche sudare. L’hai sposata, hai vissuto in questa casa, hai avuto un ottimo lavoro…
GIOVANNI quale ottimo lavoro?
PAOLA dirigere un supermercato non è un ottimo lavoro?
GIOVANNI certo. Solo che io non ho mai diretto un bel niente: tutte le decisioni le ha prese sempre il nazista.
PAOLA (sempre più irritata) vuoi smetterla di insultare?
GIOVANNI ha deciso sempre tutto lui, da solo. Io non potevo scegliere nemmeno il colore delle buste della spesa.
PAOLA vuol dire che non si fidava di te.
GIOVANNI non si fida di nessuno!
PAOLA non sai nemmeno di che parli (irritata, si inginocchia di nuovo accanto alla borsa di plastica e ricomincia a guardarci dentro).
GIOVANNI è per questo che non mi sopporta, “Napoleone quarto”: io sono troppo diverso da lui.
PAOLA in questo hai ragione, ma non nel senso che credi tu.
GIOVANNI che vuoi dire?
PAOLA arrivaci da solo.
GIOVANNI (irritato) vedi che sei uguale a lui! All’oracolo! E’ lui che prima spara frasi senza senso e poi dice “arrivaci da solo”. No! Non ci arrivo da solo! Che vuoi dire?
PAOLA oh! ti calmi?
GIOVANNI non sto calmo! Non posso stare calmo se mi fai pensare al Dio dei supermercati!
PAOLA bestemmi pure, adesso?
GIOVANNI è lui che mi ha messo contro Lucia. Io non ho fatto niente di male. Io…
PAOLA no, guarda, la parte della vittima proprio non fa per te. La vittima qui è solo una: Lucia, che ti ha sposato. (si inginocchia di nuovo accanto alla borsa) In due anni non hai fatto altro che deluderla (guarda dentro la borsa e ne tira fuori due torce elettriche, che osserva perplessa).
GIOVANNI deluderla? Io?
PAOLA e pensare che glielo avevamo detto che non eri adatto (rimette a posto le torce).
GIOVANNI ah! Lo ammetti, allora! Lo ammetti che è colpa vostra se mi ha lasciato!
PAOLA no, per niente. La colpa è solo tua.
GIOVANNI mia?
PAOLA (ha tirato fuori dalla borsa del nastro adesivo) ma cos'è 'sta roba? (a Giovanni) sicuro che non è tua questa borsa?
GIOVANNI che mi frega della borsa! Perchè la colpa sarebbe mia?
PAOLA (rimette la roba nella borsa e la richiude) sei tu quello che si è scopato le amichette, non ricordi?
GIOVANNI quali amichette?
PAOLA (si rialza) senti, non ricominciare a negare tutto, adesso.
GIOVANNI è stata solo una scappatella.
PAOLA una?
GIOVANNI (minimizza) qualcuna.
PAOLA molto più che qualcuna.
GIOVANNI che ne sai?
PAOLA quante ce ne sono state? quindici, venti? quante?
GIOVANNI vuoi che ti do la lista con nome, indirizzo e taglia di reggiseno?
PAOLA (lo guarda) scommetto che ce l'hai davvero, questa lista.
GIOVANNI ma per favore!
PAOLA tu dovresti solo ringraziare il cielo che Lucia non ha voluto dire niente a papà.
GIOVANNI non glielo ha detto?
PAOLA non ancora, ma lo farà. E se non lo farà lei lo farò io.
GIOVANNI o magari lo sa già, visto che vede e provvede.
PAOLA bravo, continua così. Adesso scusa, devo andare a prendere l’altra borsa. (fa per andare, ma Giovanni la blocca).
GIOVANNI no, no, aspetta.
PAOLA fammi passare.
GIOVANNI (forzatamente umile) senti, è vero, ho avuto qualche avventura, ma ti assicuro che non c'è stato mai niente di importante...
PAOLA (infastidita) ti prego!
GIOVANNI ho sempre amato solo lei. Con le altre...
PAOLA (lo interrompe) fammi indovinare: è stato solo sesso?
GIOVANNI (incerto) beh… si.
PAOLA ma dai! Potresti almeno cercare di essere un po' più originale.
GIOVANNI ma è così!
PAOLA comunque il problema non è solo questo. Lei non stava bene: tu la ignoravi, la trattavi male...
GIOVANNI io?
PAOLA non facevi altro che lamentarti della tua vita, di papà, del matrimonio...
GIOVANNI ma quando?
PAOLA sempre!
GIOVANNI non sempre.
PAOLA tutti i giorni. A tutte le ore.
GIOVANNI senti, lo ammetto: ho sbagliato…
PAOLA oh!
GIOVANNI (con tono grave) ma vi siete mai chiesti perchè mi sono comportato in questo modo?
PAOLA (lo guarda, poi) perchè sei uno stronzo.
GIOVANNI (scoraggiato) vabbè, allora… (come a dire: è inutile parlare).
PAOLA senti, la verità è una sola: Lucia non è mai stata felice con te.
GIOVANNI (con un eccesso di contrizione) Paola, ti prego… parlale tu, dille che mi dispiace davvero per quello che ho fatto, mi dispiace tantissimo. Stanotte non sono riuscito a chiudere occhio...
PAOLA ti perdeva il rubinetto?
GIOVANNI (con rabbia) fammi parlare!... dille che adesso ho capito. Dagli errori si impara, no? E io ho imparato: sono pentito. Se...
PAOLA la parte del pentito conservala per la tua prossima moglie, se riuscirai a imbrogliare qualcun'altra.
GIOVANNI io ce l'ho già, una moglie!
PAOLA ancora per poco.
GIOVANNI (impallidisce) che vuoi dire?
PAOLA (si affretta a troncare il discorso) devo andare a prendere la borsa (fa di nuovo per andare, ma Giovanni la trattiene ancora).
GIOVANNI che vuol dire ancora per poco?
PAOLA non ho tempo da perdere.
GIOVANNI (le afferra un braccio) che vuol dire "ancora per poco"?...
PAOLA lasciami!
GIOVANNI rispondi! (glielo torce).
PAOLA ahi!... mi fai male!
GIOVANNI voglio sapere che significa quello che hai detto.
PAOLA mi fai male! lasciami!...
GIOVANNI parla!...
PAOLA (urlando per il dolore) mi fai male!
GIOVANNI parla!
PAOLA significa che Lucia vuole il divorzio!
GIOVANNI (lasciandola di colpo, per lo stupore) che cosa?
PAOLA (dolorante) mi hai fatto male!
GIOVANNI non può essere...
PAOLA è così.
GIOVANNI non può essere... stai mentendo... lei mi ama...
PAOLA hai rovinato tutto.
GIOVANNI non ci credo...
PAOLA ha già parlato con l'avvocato.
GIOVANNI (di nuovo con rabbia) è colpa vostra! Siete voi che me la state mettendo contro!
PAOLA perderesti tutto, eh?
GIOVANNI non mi lascerà mai.
PAOLA non ti resterebbe una lira.
GIOVANNI è mia moglie!
PAOLA avete i beni separati!
GIOVANNI e allora?
PAOLA non c'è una sola cosa, qui, che sia tua.
GIOVANNI Lucia non mi lascerà mai!
PAOLA vedremo. (fa di nuovo per andare, ma Giovanni le sbarra la strada).
GIOVANNI dove vai? Non ho ancora finito!
PAOLA (tira con forza la borsa a sè) ma io si! Non abbiamo più niente da dirci.
Si spengono tutte le luci.
5.
Paola e Giovanni non sono più in scena. Il salotto è di nuovo illuminato solo dalla luce che proviene dalle finestre della cucina. A destra, a terra, nella stessa posizione delle scene precedenti, c'è la borsa chiara e, accanto al tavolino, c'è quella di plastica nera.
In scena ci sono Barba e Secco. Barba è seduto sul divano: sta giocando con lo stesso telefonino delle scene precedenti e ha i piedi sul tavolo. Secco è inginocchiato accanto alla borsa chiara: con una mano la illumina usando una delle due torce che erano nella borsa di plastica, con l'altra ci fruga dentro, molto curioso, e ne tira fuori il contenuto: trucchi, saponi, ecc.
SECCO (con in mano un flaconcino, ne legge l'etichetta) latte detergente... (perplesso) latte... (lo rimette dentro e ne tira fuori un altro) mousse vellutante... (c.s.) Crema per il corpo... latte, mousse, crema: sembra di stare in pasticceria. (rimette a posto anche questo e continua a frugare. A Barba) ma secondo te le donne usano davvero tutta questa roba? (Barba lo guarda appena. Secco trova un altro flacone) guarda questo!
BARBA (infastidito) e basta!
SECCO che c’è?
BARBA che ti frega che c’è lì dentro?
SECCO che ti frega a te se ci guardo?
BARBA mi fai pena.
SECCO vaffanculo.
BARBA lo so che stai cercando.
SECCO cioè?
BARBA sei solo un povero tossico.
SECCO (si alza in piedi di scatto, rabbioso, con ancora in mano il flacone. Usa la torcia elettrica per minacciare Barba, puntandogliela in faccia) non chiamarmi così!
BARBA (coprendosi gli occhi, parla con calma, ma deciso) togli quella pila. (pausa. Secco è incerto, poi sposta la torcia) Non puntarmi mai più la pila in faccia.
SECCO e tu non dire mai più che sono un tossico.
BARBA e tu comportati da professionista.
SECCO è quello che sto facendo.
BARBA lo vedo (ricomincia a giocare con il cellulare).
SECCO (pausa. Poi tra sé, ancora molto nervoso e ad alta voce) non sono un tossico... Prendo qualche pasticca ogni tanto, ma è solo per tirarmi su… Smetto quando voglio.
BARBA e io cammino sull'acqua.
SECCO vaffanculo! (ritorna alla borsa, borbottando) vedi se io devo ascoltare queste stronzate...
BARBA (lo guarda) rimetti a posto quel coso che hai in mano, per favore?
SECCO (si accorge del flacone, poi lo getta con violenza nella borsa) ecco fatto. Contento?
Barba disapprova scuotendo la testa, poi ritorna al gioco. Secco resta in piedi, irrequieto. Spegne la torcia elettrica, ma continua a borbottare qualcosa, muovendosi in continuazione. L'attesa lo rende evidentemente nervoso. Barba continua ad ignorarlo, ma ogni tanto gli lancia qualche sguardo severo. Secco si ferma e guarda il suo orologio, illuminandolo.
SECCO che ora è?
BARBA (continuando a ignorarlo) hai appena guardato l'orologio.
SECCO si, ma tu che ora fai?
BARBA (c. s.) la stessa che fai tu.
SECCO cioè?
BARBA (infastidito) uff... (guarda l'orologio) le dieci e cinque.
SECCO io le dieci e dieci. Vai indietro.
BARBA sei tu che vai avanti.
SECCO (pignolo) no, no. Io vado bene. Il mio orologio non ha mai perso un secondo. L’ho regolato con…
BARBA (per troncare) sono io che vado indietro. Va bene?
SECCO (mostrando l’orologio, come per confermare che dice il vero) è giapponese. Non ha mai perso…
BARBA basta.
SECCO (pausa. Fa qualche passo, poi si ferma di nuovo) Forse dovevamo sicronizzarli.
BARBA cosa?
SECCO gli orologi.
BARBA perchè?
SECCO non lo so. Può sempre servire.
BARBA a cosa?
SECCO non lo so. Non sei tu quello che dice che bisogna sempre organizzare tutto?
Barba risponde con una specie di grugnito, ignorando la domanda. Secco ricomincia a muoversi, sempre più nervoso.
BARBA (dopo un po', infastidito dal movimento di Secco) la finisci?
SECCO eh?
BARBA smettila di camminare avanti e indietro.
SECCO che ti frega?
BARBA non mi fai concentrare.
SECCO che devi concentrarti? E' solo un giochetto.
BARBA è difficile.
SECCO (tra sè) difficile!... sta spegnendo un allarme.
BARBA (esulta) si!
SECCO che c’è?
BARBA ho messo il nuovo record. 350!
SECCO il record!... ma tu guarda questo: si mette a giocare col telefonino. Neanche fossimo in gita.
BARBA serve a scaricare la tensione.
SECCO quel coso?
BARBA lo vedi come sono tranquillo? E vedi tu come sei nervoso?
SECCO e allora perchè la prossima volta non porti il monopoli? così ci facciamo una bella partita insieme ai padroni di casa e ci rilassiamo tutti quanti. Va bene? (Barba lo ignora. Secco si siede. Dà un'altra occhiata all'orologio) E se non tornassero?
BARBA perchè non dovrebbero tornare?
SECCO che ne so? a quest'ora dovevano già essere tornati.
BARBA non è detto.
SECCO e se non tornano?
BARBA (lo guarda, poi gli offre il cellulare) tieni, fatti una partita, così ti calmi.
SECCO allora?
BARBA fattene due.
SECCO (molto nervoso) rispondi!
BARBA vuoi stare calmo?
SECCO e tu la vuoi finire di dirmi di stare calmo?
BARBA se non ti calmi!
SECCO ma io sono calmo!
BARBA come no?
SECCO sono calmissimo. (cerca di calmarsi. Poi) stavo solo pensando a che facciamo se non tornano a casa.
BARBA perchè non dovrebbero tornare?
SECCO non lo so. Magari hanno avuto un problema all'ultimo momento.
BARBA che problema?
SECCO un problema!
BARBA ma che problema?
SECCO ma che ne so?... un parente si è sentito male. O la moglie è caduta dalle scale. O hanno avuto un incidente con la macchina. O hanno fatto...
BARBA (interrompendolo) e basta! (breve pausa) ci sarà una cosa che gli è andata bene?
SECCO sto solo valutando la situazione.
BARBA allora smetti di valutare, per favore.
SECCO lo hai detto tu che devo comportarmi da professionista: i professionisti valutano.
BARBA (fissando Secco) senti, non c'è - nessun - problema. (pausa. Secco sembra calmarsi) Arriveranno.
SECCO quando?
BARBA tra poco.
SECCO tra poco, sempre tra poco!... Ti giuro che se in casa non troviamo almeno… (Si sente il rumore di una macchina che si avvicina) Arriva qualcuno (corre in cucina seguito da Barba, che lascia il telefonino sul tavolino. La macchina si ferma e spegne il motore. Le battute seguenti verranno dette fuori scena) sono loro!
BARBA si... no! è solo lui...
SECCO e la moglie dov'è?
BARBA cazzo!
SECCO che c'è?
BARBA (rientra, seguito da Secco) non va bene. Deve esserci anche la moglie.
SECCO e allora che facciamo?
BARBA fammi pensare.
SECCO (un attimo dopo) che facciamo?
BARBA sto pensando!
SECCO pensa più in fretta!
BARBA non dobbiamo farci vedere. Andiamo via! Presto! (fanno per correre via, ma Barba si blocca. A Secco) la borsa! (Secco prende la borsa di plastica e esce con Barba. Buio nel salottino).
6.
Debole luce nello studio. A terra c'è la borsa scura, nella posizione in cui si trovava all'ingresso di Paola nella stanza nella scena 3. Barba entra, seguito da Secco. Restano per un po' sulla porta, nascosti, per controllare quello che succede nel corridoio. Le battute che seguono sono pronunciate a bassa voce.
BARBA ecco, è entrato... E' solo.
SECCO che fregatura.
BARBA già.
SECCO che facciamo?
BARBA aspetta.
SECCO (dopo un po') allora?
BARBA (entra nella stanza, pensieroso) è un bel guaio.
SECCO (segue Barba. Posa a terra la borsa, nella posizione in cui l'ha trovata Paola al suo ingresso nella stanza) che facciamo? (Barba sta pensando) allora? (Barba non risponde) mi vuoi dire che...?
BARBA e sta’ zitto! non riesco a pensare!
SECCO ma che hai da pensare? Sei in un telequiz?
BARBA devo decidere che... (pausa. Si ricorda del telefonino) cazzo!
SECCO che c'è?
BARBA il telefonino!
SECCO cosa?
BARBA l'ho lasciato di là!
SECCO sul tavolino.
BARBA (incredulo) te ne eri accorto?
SECCO si.
BARBA ma... perchè non me lo hai detto?
SECCO cosa?
BARBA tu vedi che lascio il telefonino sul tavolo e non me lo dici?
SECCO è roba tua. Che mi frega?
BARBA (sempre più incredulo) ma tu sei… (ci rinuncia) non ci credo.
SECCO perché fai tutte queste storie? Andiamo di là e ce lo riprendiamo. Forza (fa per avviarsi).
BARBA (lo ferma) aspetta!
SECCO che c'è?
BARBA dobbiamo aspettare la moglie.
SECCO perchè?
BARBA perchè si.
SECCO ma chissà quando torna.
BARBA aspettiamo.
SECCO ma chissà pure se torna! Come fai a sapere che non ha avuto un...
BARBA (lo interrompe) non ricominciare con la storia dei problemi! Verrà. Dobbiamo solo aspettare. (Suona il campanello della porta) visto?
Secco e Barba corrono nel corridoio.
SECCO è la moglie!
BARBA e suona il campanello?
SECCO ha dimenticato le chiavi. E’ per questo che ha fatto tardi. (rientra) Dai, non perdiamo tempo. (mette nella borsa di plastica la torcia e ne tira fuori due passamontagna) Muoviamoci. (ne passa uno a Barba).
BARBA non lo so.
SECCO che c'è?
BARBA è strano.
SECCO cosa?
BARBA che non arriva insieme al marito. Che suona il campanello.
SECCO senti, io non c'è una volta che esco di casa senza dimenticare le chiavi. Non le ho prese nemmeno adesso e quando tornerò a casa dovrò entrare dalla finestra perchè non c'è nessuno che mi aspetta, ma se ci fosse stato qualcuno avrei suonato il campanello, come ha fatto questa qui. (infila il passamontagna) E' normale.
BARBA (ci pensa) non lo so.
SECCO (prende la borsa) lo so io. Mi sono rotto di aspettare. Andiamo.
BARBA (gli afferra un braccio, con decisione) mettiti seduto.
SECCO ma no! Adesso è il momento di...
BARBA mettiti seduto e aspetta.
SECCO ma Barba, non...
BARBA (con autorità) siediti! (Secco si siede controvoglia) Andiamo nel salotto quando lo dico io. (Guarda Secco, che getta a terra la borsa. Poi va nell'ingresso ad ascoltare) Stanno parlando.
SECCO (sarcastico) incredibile! un uomo e una donna che parlano!... che ci frega se parlano?
BARBA mi fai sentire che dicono?
SECCO (c. s.) ma certo! fai pure! Aspettiamo anche tutta la notte, tanto io non ho niente da fare. (prende in tasca un pacchetto di sigarette e ne accende una. Poi dice tra i denti) ma tu guarda che mi doveva capitare (continua a fumare, nervoso).
BARBA (si è girato a guardarlo) che fai?
SECCO uh?
BARBA fumi?
SECCO 'mbeh?
BARBA (va verso di lui) con il passamontagna alzato?
SECCO non riesco a fumare se è abbassato. Mi fa venire caldo.
BARBA spegni quella sigaretta.
SECCO solo qualche tiro.
BARBA spegni quella sigaretta.
SECCO ho bisogno di nicotina per lavorare.
BARBA spegnila.
SECCO si, si! Solo qualche...
BARBA (brusco) spegni questa cazzo di sigaretta! (gli strappa la sigaretta dalla bocca e la spegne per terra) Un professionista non fuma mai sul lavoro.
SECCO (dopo aver osservato allibito quello che Barba ha fatto, scatta in piedi contro di lui, rabbioso) Tu non puoi fare così! hai capito?
BARBA abbassa la voce!
SECCO (a voce più bassa) non puoi fare così! Io ho mandato all'ospedale un sacco di gente per molto meno.
BARBA (deridendolo) oddio! Che paura!
SECCO non fare così!
BARBA (c.s.) sto tremando dalla paura.
SECCO smettila!
BARBA (c.s.) ti prego! Non uccidermi! Ti prego!
SECCO basta! Finiscila! O ti…
Squilla il telefono. Secco e Barba restano un momento fermi, in silenzio. Poi corrono in corridoio a cercare di ascoltare.
SECCO che succede?
BARBA shhh!...
SECCO chi è al telefono?
BARBA e come faccio a saperlo? (Breve pausa, poi all’improvviso) La moglie sta venendo qui.
SECCO cosa?
BARBA (corre via) nel bagno! Via!
SECCO (non capisce) ma... ma che...
BARBA muoviti! (trascina Secco nel bagno, lasciando tutto in scena).
7.
Si ripete la scena 3. Paola entra nello studio e accende la luce. A terra, a destra, c'è una borsa simile a quella che c'è nel salottino, ma di colore scuro, mentre a sinistra ce n'è una completamente diversa, di plastica nera.
PAOLA (annusa l’aria, infastidita dalla puzza di fumo. Squilla il telefonino) pronto?... si. Sto nello studio... no, è di là, al telefono... (Solleva la borsa di plastica per saggiarne il peso, poi la rimette giù) si, si è messo a dirmi un sacco di sciocchezze, le solite cose. Senti, però qui ci sono tre borse. Tu non mi avevi detto di averne preparate due?... (Prende la borsa scura, ma è molto pesante) uff! (la rimette giù). Vabbè, non ti preoccupare. Vedo io. Tu sei in macchina?... va bene, tra cinque minuti sarò da te. Ciao. (riattacca. Mentre prende la borsa di plastica, nota a terra un mozzicone e lo prende) Tu guarda questo!… (scuote la testa e esce, lasciando la luce accesa).
Buio nello studio.
8.
Rientrano in scena Barba e Secco. Barba va a controllare che Paola sia andata via, poi rientra, molto arrabbiato.
BARBA idiota! hai lasciato la borsa fuori.
SECCO la borsa?
BARBA con tutta la roba!
SECCO e allora?
BARBA e ha sentito la puzza di fumo! E ha trovato il mozzicone!
SECCO e allora?
BARBA e allora è un miracolo se non ci ha scoperto!
SECCO stiamo giocando a nascondino?
BARBA bisogna aspettare il momento adatto.
SECCO stiamo solo perdendo tempo.
BARBA (lo guarda, stupito) mi prendi in giro?
SECCO cosa?
BARBA no, dimmelo se mi prendi in giro, perché non è possibile che davvero non riesci a capire cosa significa “prendere di sorpresa”.
SECCO lo capisco benissimo.
BARBA e allora mi spieghi che razza di sorpresa è se sono loro a scoprire noi?
SECCO (ironico) La sorpresa! hai ragione, scusa. Adesso spengo la luce, così accendiamo le candeline, eh?
BARBA perchè non cominci un po’ a pensare a che stiamo facendo?
SECCO sono due settimane che ci penso, ogni secondo che sono sveglio, e quando dormo me lo sogno.
BARBA allora svegliati.
SECCO sono sveglio! sei tu che con tutti i tuoi "non è il momento", "non ancora", "dobbiamo aspettare" mi stai facendo addormentare.
BARBA se io dico che dobbiamo aspettare allora vuol dire che dobbiamo aspettare. E aspettiamo!
Barba fa per avviarsi verso l'ingresso, ma Secco lo afferra per un braccio e lo trattiene.
SECCO è da quando siamo entrati che mi dici quello che dobbiamo fare. Ma chi sei tu per dirmelo? Eh? Non sei nessuno, tu. Sono io che ho organizzato il piano, quindi sono io che decido quello che bisogna fare.
BARBA (lo guarda in silenzio. Poi gli fa alcune domande di cui conosce già la risposta) dimmi una cosa: quanti appartamenti hai svaligiato?
SECCO (sorpreso, si mette sulla difensiva) perchè?
BARBA quanti?
SECCO beh... sei o sette.
BARBA e quante volte sei finito in prigione?
SECCO che c’entra?
BARBA quante?
SECCO (dopo una pausa, riluttante) quattro.
BARBA cinque.
SECCO cinque.
BARBA cinque volte. Hai svaligiato sei appartamenti...
SECCO sette.
BARBA sette appartamenti, e ti sei fatto beccare cinque volte!
SECCO e allora? mi hanno preso per altri motivi.
BARBA cioè?
SECCO una volta per un documento falso, una volta per una rissa, un'altra volta...
BARBA …per uno scippo sul motorino.
SECCO tua nonna ho scippato sul motorino!
BARBA un sequestro? lo hai mai fatto un sequestro?
SECCO (senza convinzione) si...
BARBA quando?
SECCO (in difficoltà) beh... una volta eravamo... in una casa che... d'accordo, non l'ho mai fatto, ma che c'entra? Non ci vuole niente a farne uno.
BARBA ma non lo hai mai fatto.
SECCO io il mio lavoro lo so fare!
BARBA e anch'io lo so fare. Io me ne sono fatti sedici di appartamenti. Sedici! E di lavoretti come quello di stasera ne ho già fatti due, tutti e due perfetti. Perciò tra noi sono io quello che sa come si fa, non tu.
SECCO non fare tanto il superuomo: anche tu sei finito al fresco.
BARBA perchè ho lavorato con le persone sbagliate.
SECCO tre volte.
BARBA esatto. E' per questo che è meglio chiarire subito una cosa: se provi a fregarmi è meglio che mi ammazzi, perché se non lo fai tu stanotte lo farò io domani, o tra un mese, o tra un anno, ma stai sicuro che lo farò.
SECCO fregarti? per chi mi hai preso?
BARBA per un piccolo drogato che ha fiutato l'odore dei soldi.
SECCO (con molta rabbia) ti ho detto di non chiamarmi drogato!
BARBA è quello che sei.
SECCO l’ultimo che mi ha chiamato così sta sotto due metri di terra a ingrassare i vermi, perciò se solo tu provi a ripetere che...
Di scatto Barba afferra con le due mani a tenaglia la testa di Secco: con una mano gli tiene la nuca e con l'altra gli tappa la bocca.
BARBA (minaccioso, ma calmo) stammi bene a sentire: non cercare di fare il duro con me. So benissimo chi sei e quanto vali: niente. Tu da solo non saresti capace neanche di rubare la pensione a una vecchietta paralitica di ottant'anni che esce dalla posta con i soldi in mano e il braccio alzato, quindi non c’è bisogno che ti sforzi di passare per quello che non sei. L’idea è venuta a te, d’accordo. Sei tu che hai preparato tutto, d'accordo. Ma qui, adesso, sono io che comando, mettitelo in testa, perchè non voglio finire di nuovo in galera per colpa tua. E se non ti sta bene puoi anche andartene. Chiaro? (Secco non risponde, e Barba stringe con più forza) Chiaro? (questa volta Secco annuisce, e Barba lo lascia libero. Lo guarda per un po') E abbassa questo coso! (gli abbassa bruscamente il passamontagna).
Silenzio.
SECCO (si tocca la nuca, dolorante. Parla quasi per dovere, senza convinzione) quando usciremo di qui dovremo chiarire molte cose.
BARBA (con aria di sufficienza) come vuoi.
SECCO e adesso, grande capo, possiamo andare a prenderci questi gioielli?
BARBA adesso si. (infila anche lui il passamontagna e se lo cala sul volto) Adesso è il momento.
SECCO e allora andiamo (fa per avviarsi, ma Barba lo ferma) Che c'è?
BARBA prima io.
Secco vorrebbe dire qualcosa, ma decide di lasciar pedere. Barba esce e Secco lo segue. Si abbassano le luci nello studio.
9.
Si alzano quelle nel salottino. Si ripete la fine della scena 4: Giovanni e Lucia stanno discutendo animatamente.
GIOVANNI (di nuovo con rabbia) è colpa vostra! Siete voi che me la state mettendo contro!
PAOLA perderesti tutto, eh?
GIOVANNI non mi lascerà mai.
PAOLA non ti resterebbe una lira.
GIOVANNI è mia moglie!
PAOLA avete i beni separati!
GIOVANNI e allora?
PAOLA non c'è una sola cosa, qui, che sia tua.
GIOVANNI Lucia non mi lascerà mai!
PAOLA vedremo. (fa di nuovo per andare, ma Giovanni le sbarra la strada).
GIOVANNI dove vai? Non ho ancora finito!
PAOLA (tira con forza la borsa a sè) ma io si! Non abbiamo più niente da dirci.
10.
Barba e Secco entrano, pistole in pugno, e bloccano Paola.
BARBA si sbaglia, signora. Abbiamo ancora molto da dirci.
PAOLA (spaventata) oddio!
GIOVANNI che succede? chi siete?
BARBA state calmi e non vi succederà niente. Sedetevi.
GIOVANNI chi siete?
BARBA ho detto sedetevi! (Giovanni e Paola si siedono sul divano) Bene. (prende la borsa di plastica) questa è roba nostra.
PAOLA (capisce) ecco di chi era!
BARBA (a Secco) legali.
Secco tira fuori il nastro adesivo e lega i polsi di Giovanni. Poi passa a quelli di Paola.
BARBA (prende il telefonino) e anche questo è mio (lo mette in tasca).
PAOLA che stupida che sono stata! dovevo capirlo!
GIOVANNI chi vi manda? L’ingegnere?
BARBA che ingegnere?
GIOVANNI vi state sbagliando, ho appena parlato con lui e gli ho detto...
BARBA non mi frega niente di quello che gli hai detto.
GIOVANNI non vi manda l’ingegnere?
BARBA (a Secco) ci ha preso per geometri, questo.
PAOLA (a Giovanni) Ma li hai visti? Ti sembra gente mandata da un ingegnere?
GIOVANNI (confuso) ma allora voi due… (comprende) chi siete? Che volete? Non fateci del male.
SECCO (con una grottesca pronuncia albanese) noi no facciamo male voi solo se voi buoni. Se voi no buoni noi spara. Capito?
BARBA (lo guarda allibito) ma come parli?
SECCO (c.s.) italiano. Ma io vengo di Albania.
BARBA che cosa?
SECCO (si avvicina a Barba e lo porta nell’angolo. Sottovoce) parlo così per metterli su una falsa pista, così pensano che i ladri sono albanesi.
BARBA (lo guarda) ti si è bruciato il cervello.
SECCO guarda che funziona! Si sa che sono gli albanesi che rapinano le ville.
BARBA non siamo al cabaret. Parla normale… se ci riesci (ritorna dai prigionieri).
GIOVANNI come avete fatto a entrare?
BARBA semplice. Siamo passati dal garage.
PAOLA (a Giovanni) perché l’allarme non ha suonato?
SECCO (pronuncia albanese) noi professionisti. Noi non…
BARBA (con rabbia) parla normale!
SECCO (insiste) ma io parla normale…
BARBA (ai prigionieri) E’ italiano come me e come voi, solo più idiota.
SECCO vaffanculo.
PAOLA (a Giovanni) perché l’allarme non ha suonato?
SECCO (prende un cappuccio nero dalla borsa) siamo professionisti, noi. Gli allarmi li disattiviamo.
GIOVANNI non c'è nessun allarme in casa.
SECCO (con rabbia) e allora? anche se c'era non cambiava nulla. Lo avremmo disattivato (prova a infilare un cappuccio che ha preso nella borsa).
PAOLA no! che fa?... mi lasci!
BARBA che cavolo stai facendo?
SECCO le metto il cappuccio.
BARBA perchè?
SECCO così non possono vederci.
BARBA e che ci frega se ci vedono? abbiamo i passamontagna.
SECCO si, ma se gli mettiamo il cappuccio ce li togliamo, non li sopporto.
BARBA e come fanno ad aprire la cassaforte se non ci vedono?
SECCO (si ferma, deluso) ah… Non ci avevo pensato.
BARBA toglile il cappuccio.
SECCO ma io non li sopporto questi cosi.
BARBA non mi frega niente. Toglile il cappuccio.
SECCO aspetta, possiamo...
BARBA (urla) toglile quel cazzo di cappuccio!
SECCO (guarda Barba, come per sfidarlo. Poi cede e le toglie il cappuccio) Contento?
BARBA (a Secco, con autorità) non prendere iniziative.
SECCO (silenzio. Si volta e vede Giovanni che lo guarda. Gli si lancia contro come per colpirlo) e tu che guardi? (si trattiene) Stanotte finisce male.
PAOLA che volete?
BARBA quello che vogliono tutti.
GIOVANNI non abbiamo niente.
BARBA (facendo segno di no con il dito) eh, eh, eh. Non si dicono le bugie. Soprattutto quando ti puntano una pistola contro.
SECCO (che intanto ha cominciato a frugare nella borsetta di Paola) forza, tirate fuori i soldi.
PAOLA nella borsa ne ho pochi.
SECCO nella borsa?... (offeso) Per chi mi hai preso? Ho la faccia dello scippatore, io?
BARBA non lo sa come ce l'hai la faccia.
SECCO eh?
BARBA hai il passamontagna. Non può sapere come hai la faccia.
SECCO e allora? (a Paola) io non sono un ragazzino che va in giro a rubare le autoradio. Non so che farmene della tua borsa!
BARBA e allora perchè ce l'hai in mano? (Secco getta via la borsa).
(a Paola) dovete scusarlo: è convinto che tutti i ricchi tirano cocaina e se la portano dietro nella borsetta.
SECCO ti ho detto di finirla con questa storia! Facciamo quello che dobbiamo fare e andiamocene. (a Giovanni) dov’è la cassaforte?
GIOVANNI (cerca di negare) quale cassaforte?
SECCO ne avete più di una?
GIOVANNI non ne abbiamo nessuna.
BARBA no, no, no, no... Senti, amico, così non va.
SECCO non va.
BARBA noi non vogliamo farvi del male, ma voi dovete collaborare.
SECCO si, dovete collaborare.
BARBA (lo guarda, poi a Giovanni) altrimenti ci farete arrabbiare, e quando ci arrabbiamo diventiamo violenti.
SECCO molto violenti.
BARBA (a Secco, con rabbia) la finisci di ripetere quello che dico?
SECCO oh! sta’ calmo.
BARBA (a Giovanni) ora, io so benissimo che voi due avete una cassaforte...
PAOLA noi due?
SECCO con dei gioielli costosissimi. Il padre d i questa qui (indicando Paola) è proprietario di cinque supermercati.
BARBA (a Giovanni) è ricca, tua moglie.
PAOLA no, un momento, vi state sbagliando...
GIOVANNI in casa non c’è nessuna cassaforte.
BARBA c’è, invece.
SECCO che bella vita che hai fatto finora, eh, amico? Con i soldi di tua moglie. Non ti sei fatto mancare niente. E sai una cosa? E' proprio la vita che ho sempre sognato di fare anch'io. E anche il mio collega...
BARBA va bene, basta...
SECCO e allora io dico: perché tu si e noi no?
BARBA basta! Sta’ zitto!
SECCO (con uno scatto d'ira) ti ho detto di non dirmi di stare zitto!
BARBA e io ti ho detto di non prendere iniziative!
SECCO ma non devi dirmi di stare zitto.
BARBA ok, non te lo dico più.
SECCO bene.
BARBA adesso sta’ zitto!
SECCO (minacciandolo) senti, tu…
BARBA (ignorandolo, a Giovanni) Allora, dov’è la cassaforte?
GIOVANNI non... non abbiamo nessuna cassaforte.
SECCO (si scaraventa addosso a Giovanni) che figlio di puttana!... vuoi fare il furbo, eh?...
PAOLA fermo! lascialo stare!
BARBA (trattiene Secco) basta!... fermo!... basta!
SECCO (ancora addosso a Giovanni) io ti rompo tutte le ossa una per una!
BARBA (lo spinge via) e basta! calmati!
SECCO (a Giovanni) tu farai una brutta fine! Farai una bruttissima fine!
BARBA basta!... (a Giovanni) vedi che succede se non collabori? Hai fatto arrabbiare il mio collega. Per tua fortuna io sono ancora calmo e lo trattengo, ma sento che sto cominciando ad arrabbiarmi anch'io, e questa è una brutta cosa. Molto brutta.
GIOVANNI ma noi… noi non…
BARBA (con crescente rabbia) senti, tu non hai idea della gente con cui avete a che fare: a me non importa niente di voi due. Per me se morite fra cent'anni nelle vostre lenzuola di seta o crepate stanotte con un buco in fronte è la stessa cosa, e un omicidio in più o in meno non mi cambierà niente perché ho tante di quelle pene da scontare che mi hanno già prenotato il posto all’Inferno. Quello che mi interessa è soltanto la cassaforte. (afferrando Giovanni) Perciò tu adesso mi dici dov'è, altrimenti con le mie stesse mani ti apro la testa come una noce, ti strappo il cervello e lo do al gatto quando torno a casa. Chiaro? (Giovanni, terrorizzato, non risponde) chiaro?
GIOVANNI (con un filo di voce) si.
BARBA bene (lo lascia).
SECCO (a Barba, sincero) bella questa cosa del cervello e del gatto. (Barba lo guarda torvo) Che c’è?... Mi è piaciuta davvero.
GIOVANNI la cassaforte è di mia moglie, solo lei conosce la combinazione.
BARBA e allora ce lo dirà la moglietttina (prende Paola e la solleva).
PAOLA no, un momento! Io non c’entro! Io non…
BARBA allora?
GIOVANNI vi state sbagliando!
PAOLA io non sono sua…
BARBA finitela!
GIOVANNI lei non sa niente, non è…
SECCO zitto, tu!
PAOLA io non sono sua moglie!
Barba e Secco si guardano, perplessi.
SECCO (pausa. Poi con violenza) se continui a dire queste stronzate ti giuro che... (Suona il campanello. Un attimo di silenzio).
BARBA merda! (a Giovanni) Aspettavate qualcuno?
GIOVANNI no.
BARBA e allora chi è?
GIOVANNI non lo so.
SECCO che facciamo?
BARBA aspetta.
SECCO vado ad aprire?
BARBA e che gli dici? "prego, si accomodi. Un attimo che finisco di rapinare la casa"?
SECCO allora aspettiamo. Forse se ne vanno da soli (Campanello) Forse bisogna aspettare un altro po’.
Campanello, sempre più insistente.
BARBA merda! merda! merda! (ci pensa un attimo) e va bene! (a Paola, liberandole i polsi) tu, vai ad aprire e fai entrare, e attenta a non fare scherzi o faccio un buco nella testa di tuo marito.
PAOLA non è mio marito!
BARBA ma questa è una pistola! Muoviti!
11.
Secco e Barba si nascondono accanto al vano della porta. Barba tiene la pistola puntata addosso a Giovanni, che è accanto a lui. Paola va ad aprire. Il dialogo seguente avviene fuori scena.
LUCIA Paola! Ma che stai facendo? Avevi detto cinque minuti!
PAOLA si, hai ragione, ma...
LUCIA Giovanni si è messo a fare storie, eh? lo sapevo.
PAOLA no, non è questo...
LUCIA dov'è adesso?
PAOLA di là, ma...
LUCIA dai, vieni. Prendiamo la roba e andiamocene.
PAOLA no, aspetta, non...
Lucia entra, seguita da Paola.
SECCO (le punta la pistola addosso) ferma!
LUCIA che?... che succede?
BARBA stai ferma e buona e non ti succederà niente.
LUCIA Giovanni!... ma che succede?
BARBA non gridare e mettiti seduta.
PAOLA fai come dicono.
LUCIA che significa?
BARBA siediti! (Fa sedere Lucia. Poi a Secco) legale tutte e due.
Secco lega i polsi di Lucia con il nastro. Poi lega di nuovo anche Paola, con le mani dietro la schiena.
PAOLA sta' calma. Hanno detto che non ci faranno del male se facciamo quello che dicono.
LUCIA ma si può sapere che succede? chi siete voi?
BARBA non è importante. Quello che importa è chi sei tu.
LUCIA io?...
BARBA tu. Si. Che ci fai qui, a quest’ora? Non potevi startene a casa tua?
LUCIA ma è questa, casa mia.
BARBA ah si? E perché?
LUCIA (indicando Giovanni) perché sono sua moglie.
BARBA (stupito) sua moglie?
SECCO tu sei la moglie di questo qua?
LUCIA beh... si.
BARBA e questa chi è, allora?
LUCIA è mia sorella.
BARBA tua sorella?
SECCO ma... non può essere...
BARBA (a Secco) pezzo di idiota! coglione! e così tu sei quello che sa come fare, eh? Che ha preparato tutto? Imbecille! Sei stato settimane a studiare il piano e non sei stato neanche capace di riconoscere la moglie!
SECCO ma che ne sapevo? Ho studiato la casa, io, mica la moglie.
BARBA e certo! uno che studia la casa come fa a ricordare anche il volto di una donna? Neanche alla CIA lo sanno fare!
SECCO sta’ calmo!
BARBA la verità è che eri troppo fatto di eroina per riuscire a distinguere la faccia di una donna!
SECCO non dirlo mai più!
BARBA ma come si fa a… (cerca di calmarsi) va bene, va bene... senti, ormai è andata. La colpa è mia che... (come a dire: che mi sono messo con uno come te) lasciamo perdere.
SECCO ecco, lasciamo perdere.
BARBA (a Paola) Allora, se tu sei la moglie di questo qui, dov'è la cassaforte?
LUCIA ma... Giovanni, che?...
SECCO (la afferra e la scuote con violenza) la cassaforte! La cassaforte! quella dove tieni i gioielli!
LUCIA mi lasci!... mi fa male!...
SECCO la cassaforte!
LUCIA è nello studio! In fondo al corridoio!
SECCO (la lascia) ah!... brava! (a Barba) Visto? Così si fa.
BARBA (sarcastico) bravo. Ci sai fare con le donne, tu. (afferra Lucia per un braccio) andiamo. Muoviti.
PAOLA che volete fare? Lasciatela, non le fate del male.
BARBA sta' zitta! (a Secco) Se parla ancora chiudile la bocca.
SECCO (solleva la pistola, con un ghigno) con piacere.
BARBA col nastro.
SECCO (confuso, abbassa la pistola) ah.
BARBA (prende la borsa di plastica. Poi a Lucia, spingendola) Forza, cammina.
SECCO e loro due? li lasciamo qui?
BARBA si. E Tu resti con loro.
SECCO cosa?
BARBA ci vuole uno che li sorvegli.
SECCO e perché non li sorvegli tu?
BARBA perché io vado a prendere i gioielli.
SECCO e perchè vai tu? Chi ha deciso che... (Barba solleva la mano in segno di avvertimento. Secco tace).
BARBA (a Lucia) Muoviti, tu! (trascina Lucia fuori dalla stanza. Si abbassano le luci fino al buio).

                                                                              FINE ATTO I
 

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                                                                                 ATTO II

1.
All'aprirsi del sipario è illuminato il salottino. L'azione ricomincia dalla fine del primo atto.
BARBA (a Lucia) Muoviti, tu! (trascina Lucia fuori dalla stanza).
2.
SECCO (resta in silenzio. E' chiaramente risentito per quello che è successo, ma non vuole farlo vedere. Si gira verso i prigionieri. Giovanni lo sta guardando) che hai da guardare, tu? (Giovanni abbassa in fretta lo sguardo) E’ la seconda volta che te lo dico. Tu fai una brutta fine. (resta qualche secondo fermo, in piedi, nervoso. Parla tra sè ma ad alta voce, per far sentire anche a Giovanni e Paola) Guarda un po' che mi tocca fare! Stare qui a fare la guardia a due stronzi... che fregatura!... (si siede sulla poltrona) e non provate a fare i furbi, voi due, chiaro? O ve ne faccio pentire. (pausa. Poi comincia a borbottare tra sè) buffone… pagliaccio… (imitando Barba) “io ho svaligiato seicento appartamenti, ho fatto duemila sequestri”… e allora?... “so tutto io, faccio tutto io”… buffone… ti faccio vedere io, appena usciamo di qua… (intanto ha preso in tasca un pacchetto di sigarette. Ora lo apre e scopre che è vuoto) pure questa ci voleva! (ai due) avete da fumare?... eh?
GIOVANNI io non fumo.
SECCO e ti pareva! Cos'è, hai paura di prenderti il cancro? di non arrivare alla pensione? fossi in te mi preoccuperei di arrivare a domani mattina... idiota!... (a Paola) e tu? fumi, tu? (Paola non risponde) oh! sto parlando con te! Fumi?
PAOLA (con riluttanza) ho un pacchetto nella tasca dei pantaloni.
SECCO ah! ecco! così va bene. (si alza, si avvicina a Paola, le si piega addosso e prende il pacchetto di sigarette dalla tasca. I movimenti sono lenti e a stretto contatto. Si rialza) hai un buon profumo. Mi piacciono le donne che hanno un buon profumo.
PAOLA vuoi invitarmi a cena?
SECCO stai sfottendo? (alzando la pistola) Nessuno mi può sfottere!
GIOVANNI (impaurito) la scusi, non voleva offenderla.
SECCO (la guarda. Dopo una breve pausa abbassa la pistola) comunque dicevo sul serio. Hai un buon profumo.
PAOLA (di malavoglia) grazie.
SECCO prego. (Legge l'etichetta del pacchetto di sigarette, deluso) Light. (a Paola) e tu vuoi farmi fumare questa roba?
PAOLA scusami tanto, ma non sapevo che saresti venuto a sequestrarci. La prossima volta avvisami prima, così ti farò trovare la marca che ti piace. Va bene?
GIOVANNI (rimproverandola) Paola!
SECCO (a Paola) hai la lingua troppo lunga, tu!
GIOVANNI (a Secco) la prego, la scusi.
SECCO meglio che la tieni a freno.
GIOVANNI ha paura, non sa quello che dice.
PAOLA (con decisione) io non ho paura.
GIOVANNI io si! E ce l’hai anche tu! (silenzio).
SECCO (prende una sigaretta) Beh, per questa volta mi arrangio. (a Paola) Non ti dispiace se ne prendo una, vero?
PAOLA fai pure. Tanto ho deciso di smettere.
SECCO allora prendo tutto il pacchetto (ride, si infila il pacchetto di sigarette in tasca, poi torna a sedersi. Si accende la sigaretta, continuando a guardare Paola con evidente interesse) Sai una cosa? Non sei niente male. (Lancia l'accendino sul tavolo) proprio niente male... Se imparassi a chiudere la bocca potremmo anche uscire insieme. Una bella donna che sta zitta: il mio tipo ideale (ride, poi continua a fumare. Cerca di sistemare il passamontagna, che gli dà fastidio). Mi piace fumare... mi rilassa.
PAOLA non direi.
SECCO (di scatto) che vuoi dire, che ti sembro nervoso? Ti sembro nervoso?
GIOVANNI ma no. Lei…
SECCO zitto, tu! (Guarda Paola, che tace. Poi si calma) E’ il passamontagna. Si muore di caldo a fumare con questo coso addosso.
PAOLA toglilo. Hai paura che ti vediamo?
SECCO (scatta in piedi contro Paola, rabbioso) io non ho paura di niente! Capito? Di niente! non dirlo mai più o ti sparo in bocca senza pensarci un secondo!... a tutti e due sparo!
GIOVANNI ehi! no! un momento! io non ho detto niente!
SECCO qui sono io l'unico che può parlare! chiaro?
GIOVANNI chiaro, chiarissimo. (poi a Paola) Paola! Per carità! Vuoi stare zitta? Ci farai ammazzare tutti.
PAOLA (a Giovanni) e sta' zitto tu, piuttosto! Tanto se ci vogliono sparare ci sparano lo stesso.
SECCO questo è vero.
PAOLA (a Secco) però io non sono un'invertebrata come questo qui (riferendosi a Giovanni). Non puoi impedirmi di parlare.
SECCO ah si? (prende il nastro adesivo) adesso vediamo (afferra le caviglie di Paola e le lega).
PAOLA che fai? lasciami!
SECCO sta' ferma!
PAOLA lasciami stare!... lasciami!
SECCO (le chiude la bocca col nastro) e adesso? sei ancora dell'idea che non posso impedirti di parlare? (si allontana, poi ripete minaccioso a Paola) sono io che comando, qui.
BARBA (f. s.) Secco!
SECCO (si affaccia sul corridoio e risponde, ad alta voce) che c'è?
BARBA (f. s.) porta qui il marito.
SECCO perchè?
BARBA (f. s.) portalo qua e basta!... E muoviti!...
SECCO (ritorna nella stanza) stronzo! (spegne la sigaretta. Poi a Paola) Le tue sigarette fanno davvero schifo. (prende Giovanni per un braccio e lo solleva) andiamo.
GIOVANNI (molto impaurito) dove mi porta? che volete farmi?
SECCO sta' zitto. (a Paola) e tu non andartene in giro, mi raccomando (ride. Poi esce con Giovanni. Buio nel salottino).
3.
Si alzano le luci nello studio. Lucia ha ancora i polsi legati ed è seduta sulla sedia di destra. Entra Secco, trascinando Giovanni.
SECCO allora? Li hai presi i gioielli? (vede la cassaforte) wow! E’ aperta! (fa per avviarsi, ma Barba lo blocca).
BARBA torna di là.
SECCO come sono i gioielli?
BARBA torna di là!
SECCO si, un momento. Voglio solo...
BARBA (urla) torna di là!
Secco lo guarda, lo minaccia col dito, poi va via. Si abbassano le luci nello studio.
4.
Si alzano le luci nel salottino. Secco rientra, molto nervoso. Paola è sempre seduta e legata.
SECCO che stronzo!... che stronzo! (Paola cerca di parlare) chi cazzo si crede di essere? Eh? Adesso sta proprio esagerando! (Paola fa molto rumore per obbligare Secco a liberarla) che ti piglia? (Paola continua. Secco le si avvicina e le toglie il nastro dalla bocca) che hai da sbatterti tanto?
PAOLA (respira) ah... dov'è Giovanni? che gli avete fatto?
SECCO niente. Per ora.
PAOLA e Lucia?
SECCO sta’ zitta.
PAOLA ma che gli state facendo? Volete ucciderli? Che cosa....
SECCO (urla) ti ho detto di stare zitta! (Paola si zittisce) e che cazzo! (Silenzio. Secco va a sedersi. Parla tra sè, con molta rabbia) stronzo!... (prende un'altra sigaretta) chi si crede di essere?... (facendo il verso a Barba) "torna di là"... "sono io che decido"... "fai questo! fai quello!"... (intanto cerca l'accendino nelle tasche, senza trovarlo) dov'è l'accendino? (urla) Dove cazzo è il mio accendino? (si guarda intorno senza vederlo).
PAOLA è lì.
SECCO dove? dove?
PAOLA è lì, sul tavolo. Proprio davanti a te.
SECCO (lo vede) ah. (lo prende e accende la sigaretta. Si risiede e continua a parlare tra sè, ma ad alta voce) pagliaccio!... Se non lo avessi chiamato io, lui qua non ci sarebbe mai venuto... buffone!...
PAOLA stai parlando del tuo amico?
SECCO quale amico?
PAOLA l'altro che sta con te.
SECCO non è mio amico.
PAOLA non è tuo amico?
SECCO ti pare che io posso essere amico di uno come quello?
PAOLA non lo so. Non vi conosco.
SECCO te lo dico io.
PAOLA ma se non è tuo amico, allora...
SECCO è uno che ho chiamato per aiutarmi a fare il colpo.
PAOLA allora il capo sei tu.
SECCO (scatta in piedi) certo che sono io il capo!
PAOLA certo, certo.
SECCO (dopo un attimo di pausa, si risiede) il capo sono io.
PAOLA si… si vede che sei tu quello più in gamba.
SECCO (compiaciuto) si vede, eh?
PAOLA si.
SECCO e da cosa?
PAOLA dall’atteggiamento.
SECCO vero?
PAOLA sei più sicuro.
SECCO giusto!
PAOLA solo che...
SECCO cosa?
PAOLA no, niente.
SECCO che vuoi dire?
PAOLA niente.
SECCO (si alza e le si avvicina, interessato) no, hai detto (imitandola) "solo che...". Cosa?
PAOLA non sono affari miei.
SECCO no, parla. Voglio sapere che vuoi dire.
PAOLA va bene, ma ricordati che sei tu che me lo hai chiesto.
SECCO si, si! parla, forza!
PAOLA vedi, se tu sei il capo, allora perchè gli permetti di comandare?
SECCO (con rabbia) a chi? lui non comanda niente! il colpo è mio! sono io il capo, chiaro?
PAOLA si, si, è chiaro.
SECCO lui è solo uno che mi aiuta.
PAOLA si, lo so.
SECCO (quasi tra sé) sono io il capo.
PAOLA si. (pausa) quello che volevo dire, però, è che... beh, secondo me lui si prende troppe libertà con te.
SECCO cioè?
PAOLA ma scusa, hai visto come ti tratta? ti dice sempre di stare zitto, vuole decidere tutto lui, ti insulta, anche.
SECCO (cerca di restare nella parte del duro) nessuno può insultarmi!
PAOLA e poi appena ti chiama tu corri. E non ti dice nemmeno perchè.
SECCO lo so benissimo perchè.
PAOLA ah si?
SECCO si!
PAOLA e allora perchè ti ha detto di portare Giovanni di là? (Secco non risponde) Non lo sai.
SECCO lo so.
PAOLA e allora perchè?
SECCO non sono cazzi tuoi!
PAOLA non lo sai!
SECCO lo so!
PAOLA non sei tu che comandi!
SECCO (si sta di nuovo arrabbiando, infastidito dalla pressione a cui lo sta sottoponendo Paola) sono io che comando! Io!
PAOLA se fossi tu che comandi dovresti essere tu ad aprire la cassaforte, tu a prendere i gioielli. Perchè stai qui con me?
SECCO ci siamo divisi i compiti.
PAOLA si, ma è lui che li ha divisi. E' lui che ti ha detto di stare qua.
SECCO non è vero!
PAOLA te lo ha detto davanti a me.
SECCO non è vero!
PAOLA è vero!
SECCO (urla) non è vero!
PAOLA perché dici di no?
SECCO (agita la pistola sotto gli occhi di Paola) perché io ho la pistola e tu sei legata, quindi sono io quello che stabilisce cos'è vero e cosa no, chiaro? (Paola non dice niente) Chiaro?
PAOLA si.
SECCO e allora me lo ha detto o no?
PAOLA no..
SECCO (finge di non aver sentito) come?
PAOLA (a voce più alta) no, non te lo ha detto.
SECCO esatto. (si allontana, in silenzio. Dopo un po', più calmo e con un certo sforzo) e comunque che cambia? (Paola mostra di essere offesa e di non voler rispondere) oh!... che fai, l'offesa, adesso?... Rispondi! Io sto qua e lui di là. E allora?
PAOLA e allora perchè lo ha fatto, secondo te?
SECCO che vuol dire?
PAOLA perchè ha voluto farti restare di qua?
SECCO perchè?... per sorvegliare te e l'idiota.
PAOLA non sarebbe stato più semplice andare tutti e cinque di là?
SECCO (ci pensa su. Poi, con evidente interesse) e allora perchè mi avrebbe detto di stare qua?
PAOLA non l’hai ancora capito?
SECCO (non ha capito nulla) certo che l’ho capito.
PAOLA è ovvio.
SECCO infatti. (pausa) Ma… quale sarebbe, secondo te?
PAOLA ti vuole fregare.
SECCO (sorpreso) che cosa?
PAOLA è evidente.
SECCO (la guarda incerto. Ormai è in preda al dubbio, ma cerca di scacciarlo con una risata che suona falsa) questa è bella!... Barba che vuole fregare me!... tu si che fai viaggiare la fantasia, eh?... (va a sedersi).
PAOLA pensaci bene: lui è di là con i gioielli e tu di qua. Non sai che succede in quella stanza, non hai visto la cassaforte: e se poi Barba ti dice che c'era di meno e si tiene la parte più grande per lui?
SECCO non dire cazzate.
PAOLA e se invece si prende tutti i gioielli e scappa e a te ti lascia qua?
SECCO non lo farebbe mai.
PAOLA perchè no? che ne sai?
SECCO (la rabbia cresce di nuovo, questa volta dovuta al sentirsi con le spalle al muro) non lo farà!
PAOLA (lo incalza) come fai a saperlo?
SECCO è mio amico.
PAOLA hai detto che non siete amici.
SECCO invece siamo amici!
PAOLA l’amicizia non conta davanti ai soldi.
SECCO non lo farà.
PAOLA che ne sai?
SECCO (finisce di nuovo per urlare e puntare la pistola contro Paola) lo so e basta! E adesso sta' zitta o ti faccio un buco in testa! Chiaro?... (Si sente un colpo di pistola) che cazzo?...
PAOLA hanno sparato!
Secco esce di corsa. Buio nel salottino.
5.
Luci nello studio. Entra Secco, di corsa. Barba è in piedi, con la pistola stretta in mano. Giovanni è seduto a terra, accanto alla parete di sinistra. Lucia è invece per terra, distesa e immobile.
SECCO che succede?
BARBA che ci fai qua?
SECCO che hai fatto?
BARBA che ci fai qua?
SECCO (vede Lucia per terra) le hai sparato!
BARBA torna di là!
SECCO (sconvolto) l’hai uccisa!
BARBA torna di là o sparo a te! Drogato di merda!
SECCO non chiamarmi così!
BARBA (gli punta la pistola contro) torna di là!
SECCO (impaurito) tu sei pazzo! (indietreggia verso la porta) Tu sei completamente pazzo!... sei pazzo... (esce, atterrito. Buio nello studio).
6.
Luci in salotto. Secco rientra, in preda al panico. Paola è sempre nella stessa posizione.
SECCO è impazzito!...
PAOLA che è successo?
SECCO gli si è fuso il cervello!
PAOLA che è successo?
SECCO ha sparato alla donna!
PAOLA Lucia!
SECCO (tra sè) e adesso?...
PAOLA è morta?
SECCO (c. s.) che faccio?...
PAOLA è morta?
SECCO (c. s.) devo calmarmi!
PAOLA rispondi!
SECCO (tra sè) devo calmarmi... acqua! mi ci vuole dell'acqua (va in cucina. Paola lo segue con lo sguardo. Si abbassano le luci fino al buio. Dopo qualche secondo si sente il rumore di un vaso che si rompe con violenza).
7.
Si riaccendono le luci in salotto. Paola adesso è seduta sulla sedia, legata alla spalliera da una striscia di nastro adesivo e con le mani dietro la schiena. Anche la bocca è chiusa con il nastro. Secco rientra nel salotto. E' stato evidentemente colpito con violenza alla testa. In una mano ha la pistola, con l'altra si toglie il passamontagna, lo getta via e si tocca la ferita dietro la nuca. E' molto dolorante.
SECCO ah... (guarda la sua mano) cristo!... (vede Paola) che cazzo è successo? (le si avvicina e le toglie il nastro dalla bocca).
PAOLA te l’avevo detto che voleva fregarti!
SECCO che stai dicendo?
PAOLA il tuo amico! E' venuto, mi ha tappato la bocca, poi ha preso il vaso che era lì e te lo ha rotto in testa.
SECCO non può essere!
PAOLA poi mi ha legata e se ne è tornato nello studio.
SECCO vuole fregarmi?
PAOLA vuole tenersi tutto lui!
SECCO che figlio di puttana!
PAOLA ti ha imbrogliato!
SECCO (corre via) bastardo figlio di puttana!
PAOLA (cerca di fermarlo) aspetta, Secco! Slegami!...
Secco esce di corsa. Buio nel salottino.
8.
Si riaccendono le luci nel salottino. L'azione ricomincia dalla fine della scena 4 (tranne dove diversamente indicato, il riferimento si intenderà sempre a scene del secondo atto): Paola è seduta sul divano, con le mani legate dietro la schiena. Secco è in piedi, ha la pistola in mano e indossa il passamontagna.
PAOLA e se invece si prende tutti i gioielli e scappa e a te ti lascia qua?
SECCO non lo farebbe mai.
PAOLA perchè no? che ne sai?
SECCO (la rabbia cresce di nuovo, questa volta dovuta al sentirsi con le spalle al muro) non lo farà!
PAOLA (lo incalza) come fai a saperlo?
SECCO è mio amico.
PAOLA hai detto che non siete amici.
SECCO invece siamo amici!
PAOLA l’amicizia non conta davanti ai soldi.
SECCO non lo farà.
PAOLA che ne sai?
SECCO (finisce di nuovo per urlare e puntare la pistola contro Paola) lo so e basta! E adesso sta' zitta o ti faccio un buco in testa! Chiaro?... (Si sente un colpo di pistola) che cazzo?...
PAOLA hanno sparato!
Secco esce di corsa.
9.
PAOLA (fa scorrere le mani sotto il sedere e le gambe fino a portarle davanti, non senza difficoltà. Poi morde il nastro che le lega i polsi, cercando di strapparlo) E dai!... su!... (dopo qualche sforzo riesce a romperlo e a liberare le mani) si!
10.
Sta per liberare anche le caviglie, ma in quel momento rientra Secco, in preda al panico. Paola, non vista, riporta d'istinto le mani nella posizione precedente e finge di essere ancora legata. Si ripete la scena 6.
SECCO è impazzito!...
PAOLA che è successo?
SECCO gli si è fuso il cervello!
PAOLA che è successo?
SECCO ha sparato alla donna!
PAOLA Lucia!
SECCO (tra sè) e adesso?...
PAOLA è morta?
SECCO (c. s.) che faccio?...
PAOLA è morta?
SECCO (c. s.) devo calmarmi!
PAOLA rispondi!
SECCO (tra sè) devo calmarmi... acqua! mi ci vuole dell'acqua (va in cucina. Paola lo segue con lo sguardo.
11.
PAOLA (senza far rumore, libera le caviglie, si alza, prende il vaso accanto alla porta e entra in cucina: si sente il rumore del vaso che viene rotto in testa a Secco, lo stesso rumore della scena 6. Paola torna nel salotto e corre ad affacciarsi nel corridoio per controllare che non arrivi Barba. Rientra e chiama il 113, cercando di avvicinarsi il più possibile al corridoio in modo da tenerlo sotto controllo) avanti!... rispondete!... (rispondono. Paola è molto agitata e confusa) pronto, polizia?... dovete aiutarci! due uomini sono entrati in casa nostra e ci hanno sequestrati. Hanno anche sparato, non so che è successo, forse hanno sparato a mia cognata, non lo so. Io sono riuscita a colpirne uno con un vaso, gliel'ho rotto in testa, e adesso lui è svenuto, credo, però non so se... non mi dica di calmarmi! come faccio a calmarmi se ci sono due criminali in casa che ci sparano addosso?... che importa il mio nome? mandate subito qualcuno in via...
BARBA (v.f.s.) Secco… Secco!...
PAOLA oddio!...
BARBA (v.f.s.) Secco!...
Paola cerca di riagganciare, ma nella fretta non ci riesce e la cornetta cade a terra. Corre a sedersi di nuovo sul divano, fingendo di essere ancora legata.
12.
Barba entra.
BARBA Secco!... (Si guarda intorno, sospettoso. Poi a Paola) che succede, qua? dov'è Secco?
PAOLA Secco?
BARBA l’idiota che è con me. Dov'è?
PAOLA è... in cucina.
BARBA in cucina?
PAOLA aveva sete, e così...
BARBA (si avvia verso la cucina, sospettoso. Apre la porta e vede Secco per terra) Secco! (Paola intanto si alza e cerca di scappare via, ma Barba se ne accorge e riesce a bloccarla. Nell'afferrarla cadono tutti e due a terra) Dove vai?... ferma!
PAOLA (cerca di liberarsi, ma non ci riesce) lasciami!... lasciami!...
BARBA (Per tenerla ferma Barba la mette spalle a terra, le si siede sopra e le blocca le braccia per i polsi) E sta buona!... volevi fregarmi, eh?... ti è andata male.
PAOLA lasciami stare! (Barba prende il nastro e le lega le mani dietro la schiena, con violenza) Hai visto che fine ha fatto il tuo amico?
BARBA non è mio amico.
PAOLA dite le stesse cose, siete uguali.
BARBA ti sbagli, siamo completamente diversi.
PAOLA ti piace crederlo.
BARBA dici? E com’è allora che lui è steso in cucina e io qui sono sopra di te?
PAOLA siete due ladri di polli.
BARBA su Secco hai ragione: è così stupido che perfino una donnetta come te è riuscito a fregarlo. Ma a me non c’è riuscito mai nessuno. (la tira su) E adesso vieni con me, che dobbiamo dare una bella dimostrazione ai padroni di casa (si avvia all'uscita trascinandola).
PAOLA se fossi in te scapperei.
BARBA perché se no rompi un vaso in testa anche a me?
PAOLA no. Perchè ho chiamato la polizia.
BARBA (si blocca) che cosa?
PAOLA tra poco sarà qui.
BARBA (preoccupato) non è vero... stai bluffando.
PAOLA e allora com’è che la cornetta del telefono è per terra?
BARBA (senza lasciare Paola, va a prendere la cornetta e ascolta, incerto) è muto.
PAOLA ma ho chiamato.
Barba schiaccia il tasto repeat. Si sentono i tre toni del 113, che è apparso sul display.
BARBA (a Paola) stronza!
PAOLA tra poco la polizia sarà qui e tu finirai in galera.
BARBA sta' zitta.
PAOLA ti daranno l'ergastolo.
BARBA sta' zitta!
PAOLA morirai in prigione!...
BARBA sta' zitta! (la colpisce, facendola cadere a terra. E’ nervoso, non sa che fare) merda! (si decide: prende il nastro adesivo, afferra Paola e la trascina sul divano).
PAOLA lasciami! mi fai male! (le lega le caviglie) tanto ormai sei fregato! Non farai in tempo. E con il tuo amico che fai? Lo lasci qui? Non puoi, perché da lui arriveranno a te. E se non si sveglia in tempo? Che delusione, vero? Non sei così in gamba come dici. Anche tu ti sei fatto fregare da una donnetta!
BARBA vuoi sapere una cosa? (le chiude la bocca col nastro) parli troppo! (esce).
13.
Paola cerca di liberarsi, ma la legatura è resistente. Secco rientra nel salottino, come nella scena 7. E' molto dolorante alla testa. Si toglie il passamontagna, lo getta via e si tocca la ferita dietro la nuca.
SECCO ah... (guarda la sua mano) cristo!... (vede Paola) che cazzo è successo? (le si avvicina e le toglie il nastro dalla bocca).
PAOLA te l’avevo detto che voleva fregarti!
SECCO che stai dicendo?
PAOLA il tuo amico! E' venuto, mi ha tappato la bocca, poi ha preso il vaso che era lì e te lo ha rotto in testa.
SECCO non può essere!
PAOLA poi mi ha legata e se ne è tornato nello studio.
SECCO vuole fregarmi?
PAOLA vuole tenersi tutto lui!
SECCO che figlio di puttana!
PAOLA ti ha imbrogliato!
SECCO (corre via) bastardo figlio di puttana!
PAOLA (cerca di fermarlo) aspetta, Secco! Slegami!...
Secco esce di corsa.
14.
PAOLA Secco! Slegami!... Secco! (si sforza di rompere il nastro che la lega, ma è troppo resistente) non ce la faccio. Non ce la faccio... (si guarda intorno alla ricerca di qualcosa da usare per aiutarsi) mi serve qualcosa per... qualcosa che... (vede l'accendino sul tavolino) l'accendino! (con difficoltà lo raggiunge e cerca di afferrarlo) e dai!... su!... (Si sente uno sparo) Oddio!... che succede?... (urla) Giovanni!... Lucia!... Giovanni!... (non riceve risposta. Tra sè, molto impaurita) dio! devo sbrigarmi... (Ricomincia a cercare di afferrare l'accendino) forza... dove sei?... (riesce a prenderlo e cerca di accenderlo e bruciare in quel modo il nastro sui polsi) accenditi... dai... (riesce a accenderlo) ecco... (la fiamma le brucia i polsi) ah! (cerca di resistere al dolore. Il nastro cede) si! (Si sente un altro colpo di pistola) Dio! un altro!... ma che succede? (urla) Giovanni!... Lucia!... rispondete!... (slega le caviglie).
15.
PAOLA (si alza in piedi e fa per uscire, quando entra Giovanni, sconvolto) Giovanni! Dio ti ringrazio! (lo abbraccia) sei vivo!
GIOVANNI (senza calore) anche tu.
PAOLA e Lucia? (Giovanni la allontana da sè) che è successo a Lucia? (Giovanni va verso il telefono, senza rispondere) Rispondi! dimmi qualcosa!... Giovanni!
GIOVANNI (solleva la cornetta del telefono) devo chiamare la polizia. E un'ambulanza.
PAOLA oddio! allora è vero! le ha sparato!... non può essere! (Esce di corsa e va nello studio. Si abbassano le luci nel salottino).
16.
Si accendono le luci nello studio. Barba è a terra, morto, al centro della scena, spostato leggermente verso destra. In mano stringe ancora la sua pistola. Dietro di lui c'è Lucia, anche lei a terra, morta, ma più verso sinistra. Paola entra e vede per primo il corpo di Barba.
PAOLA (atterrita) Gesù!... (poi vede il corpo di Lucia) Lucia! (corre verso di lei e le si china accanto. E' sconvolta) Dio! no! no!.. che t'hanno fatto? Lucia!... non può essere... (si piega su di lei, la tocca, la solleva, senza sapere che fare. Ha le lacrime agli occhi) non può essere... (si alza, sconvolta. Si guarda intorno, poi chiama Giovanni) Giovanni! (si affaccia sul corridoio e chiama di nuovo, forte) Giovanni! (una breve pausa, poi con più forza) Giovanni! (rientra) Dio… che t’hanno fatto?... Lucia (si inginocchia di nuovo accanto a Lucia).
17.
Entra Giovanni.
GIOVANNI Paola...
PAOLA (scatta in piedi, in un accenno di crisi) Giovanni! bisogna chiamare un'ambulanza! presto!
GIOVANNI (calmo) l'ho appena chiamata. E anche la polizia. Saranno qui tra poco.
PAOLA non tra poco, adesso! Possiamo ancora...
GIOVANNI è morta.
PAOLA no, no! Si può ancora...
GIOVANNI (la scuote) è morta, Paola. E' morta!... (Paola lo fissa, in silenzio. Poi distoglie lo sguardo: si è arresa all'evidenza) non c'è più niente da fare. (Paola va lentamente a sedersi per terra, accanto a Lucia).
LUCIA me lo aveva detto che le aveva sparato, ma non gli avevo creduto.
GIOVANNI Lucia non voleva dargli i gioielli. L'assicurazione ci avrebbe ripagato ma lei non voleva darglieli.
LUCIA erano di famiglia.
GIOVANNI e allora lui (indica Barba) le ha sparato... così (per dire: "come se niente fosse").
LUCIA (ripete, tra sè) così...
GIOVANNI poi ha messo tutto nella borsa e stava per sparare anche a me, ma è venuto l'altro che si è messo ad urlargli contro. Gli puntava la pistola addosso, e si insultavano, e a un certo punto quello che era con te ha sparato a questo qui e lo ha ucciso. Poi ha preso la borsa con tutti i gioielli e i soldi ed è andato via.
PAOLA è... pazzesco...
GIOVANNI e prima di scappare ha sparato anche a me.
LUCIA a te?
GIOVANNI si.
LUCIA (preoccupata) ma allora sei ferito! Bisogna subito...
GIOVANNI no, no, sto bene. Mi ha mancato. Il colpo è finito nella parete. (indica un buco nella parete) sono stato fortunato.... non riesco a crederci... adesso che avevo capito quanto era importante per me, adesso che volevo ricominciare tutto da capo... adesso non c'è più... e non sono neanche riuscito a chiederle scusa... Volevo dirle che la amavo, che non volevo altro che stare con lei... Io la amavo...
PAOLA è terribile...
GIOVANNI si, è terribile... terribile.
Si abbassano le luci fino al buio.
18.
Si riaccendono le luci nel salottino. L'azione ricomincia dalla scena 1. Paola e Giovanni sono sul divano, legati. Secco è in piedi, indossa il passamontagna e sta vicino a Barba e Lucia, anche lei legata.
BARBA (a Lucia) Muoviti, tu! (trascina Lucia fuori dalla stanza).
19.
Si accendono le luci nello studio. Entra Barba, trascinando Lucia.
BARBA (mette giù la borsa) allora? dov'è la cassaforte?
LUCIA è... è qui (apre un'anta dell'armadio e appare la cassaforte).
BARBA si!... (si avvicina allo sportello e lo sfiora con la mano) eccoti qua, tesoro... sei bellissima... (a Lucia) aprila! (Lucia è impaurita, non si muove nè dice niente) sei sorda? Ti ho detto di aprirla. (Lucia ancora non si muove. Allora Barba urla) Aprila! (Lucia inizia ad aprire la cassaforte) ecco, brava, così... (alla cassaforte) su, bella, dai, apriti... forza... (Lucia apre la cassaforte) si!... (spinge via Lucia) levati!… forza, belli, venite da paparino vostro… (guarda nella cassaforte, ma non trova i gioielli) ma?... ma che?... (fruga all'interno e estrae delle buste di carta) cos'è questa roba? (le apre e ne tira fuori dei documenti. Gli dà un'occhiata) che roba è?
LUCIA sono documenti. Quello è il contratto che...
BARBA cazzate! (butta via tutto e ricomincia a frugare nella cassaforte. Lucia si piega a raccogliere le carte buttate via. Barba tira fuori dalla cassaforte solo un pugno di contanti. A Lucia) Che significa?
LUCIA (non capisce, perchè non vede che la cassaforte è quasi vuota) cosa?
BARBA (molto arrabbiato) Vuoi fregarmi?
LUCIA come?
BARBA tu vuoi fregarmi.
LUCIA ma io…
BARBA (afferra Lucia) dove sono i gioielli?
LUCIA sono lì.
BARBA sono gioielli, questi? Ti sembrano gioielli? (butta il denaro a terra. Strappa i documenti dalle mani di Lucia) E questi? Sono gioielli?
LUCIA io... non capisco...
BARBA (le butta addosso i fogli, che poi raccoglie) non capisci?
LUCIA no.
BARBA vuoi fare la furba?
LUCIA ma no! io...
BARBA (prende Lucia e la trascina con violenza alla cassaforte) vedi dei gioielli, qua? Eh?
LUCIA ma… erano qui... sono sempre stati qui...
BARBA ma adesso non ci sono.
LUCIA le assicuro che...
BARBA io non sopporto quelli che vogliono fregarmi! (minacciandola con la pistola) Lo sai che fine fanno quelli che vogliono fregarmi?
LUCIA ma è la verità.
BARBA lo sai quanti colpi ci sono qui dentro?
LUCIA sono sempre stati lì!
BARBA ventiquattro.
LUCIA mi creda!
BARBA e fanno molto male.
LUCIA erano nella cassaforte!
BARBA (si allontana da lei, sempre molto nervoso. Si controlla a fatica) perchè dovete fare così? eh? perchè?
LUCIA mi creda, io... (guarda nella cassaforte, incredula) erano qui... (rimette i documenti nella cassaforte).
BARBA (cerca di calmarsi) va bene... calma, ragioniamo. Le cose sono due: o sei talmente stupida da credere di potermi fregare…
LUCIA no!
BARBA o stai dicendo la verità…
LUCIA si!
BARBA (la guarda) tu però non sembri stupida, e con una pistola puntata addosso è difficile mentire, no? (Lucia annuisce) Perciò se tu non sai dove sono i gioielli, allora lo sa tuo marito.
LUCIA lui non conosce la combinazione.
BARBA (nuovamente fuori controllo) e allora dimmi dove cazzo sono finiti! Sono andati a farsi un giro?
LUCIA (una piccola pausa. Poi, con molto timore) io credo...
BARBA cosa?
LUCIA credo che qualcuno...
BARBA cosa? cosa?
LUCIA credo che qualcuno ci ha derubato prima di voi.
BARBA (incredulo) qualcuno vi ha derubato prima di noi?
LUCIA forse.
BARBA mi stai prendendo per il culo?
LUCIA no, io non...
BARBA (con rabbia crescente) mi stai prendendo per il culo?
LUCIA no!
BARBA tu mi stai prendendo per il culo! e a me non piace essere preso per il culo! Hai capito? Non mi piace! Non mi piace! (cerca di calmarsi) siediti. (Lucia, impaurita, resta in piedi. Barba urla) siediti! (Lucia si siede sulla sedia di destra) non lo sopporto quando fate così. (chiama Secco) Secco!... Secco!... che fa, quest'altro? (si affaccia sulla porta in direzione del salotto, restando visibile al pubblico, e chiama) Secco!...
SECCO (f.s.) che c'è?
BARBA porta qui il marito.
SECCO (f.s.) perchè?
BARBA portalo qui e basta!... E muoviti!... (ritorna dentro) tu stai richiando grosso.
LUCIA ma io non...
BARBA stai rischiando veramente grosso. Adesso vedi se non saltano subito fuori i gioielli che casino che succede! (resta qualche secondo in silenzio a passeggiare per la stanza, molto nervoso. Lucia è terrorizzata).
20.
Si ripete la scena 3. Entra Secco, trascinando Giovanni.
SECCO allora? Li hai presi i gioielli? (vede la cassaforte) wow! E’ aperta! (fa per avviarsi, ma Barba lo blocca).
BARBA torna di là.
SECCO come sono i gioielli?
BARBA torna di là!
SECCO si, un momento. Voglio solo...
BARBA (urla) torna di là!
Secco lo guarda, lo minaccia col dito, poi va via. Si abbassano le luci nello studio.
21.
BARBA (a Giovanni) siediti. (Giovanni, molto impaurito, non si muove) sei sordo pure tu? siediti! (lo spinge a sedersi) senti, amico: io sto perdendo davvero la pazienza. Tua moglie, qui, non vuole dirmi dove avete messo i gioielli.
LUCIA ma io non...
BARBA sta' zitta!... (a Giovanni) Perciò tu, che sembri un tipo ragionevole, adesso mi dici dove li avete messi... allora?
GIOVANNI io... non conosco la combinazione della cassaforte.
BARBA (trattenendo la rabbia) si, amico, questo lo so, me lo avete già detto tutti e due. L'ho capito, non sono stupido. Credi che io sia stupido?
GIOVANNI no.
BARBA e allora perchè continuate a ripetermi sempre le stesse cose come se fossi stupido?
GIOVANNI mi scusi.
BARBA io sono uno che ragiona e voglio che ragionino anche gli altri. Tua moglie non ragiona per niente, ma è una donna e si sa che le donne non ragionano. Vero? (Giovanni guarda Lucia, incerto. Barba insiste, minaccioso) Vero?
GIOVANNI (si affretta) vero, vero.
BARBA bene. E tu? Sei uno che ragiona, tu?
GIOVANNI si.
BARBA bene. Allora ragioniamo: voi due siete ricchi, tutti i ricchi hanno un posto dove conservano le ricchezze, quindi anche voi due ce l’avete. E' anche normale che non volete dirmi dov'è, perchè è proprio per tenere lontano quelli come me che avete questo posto. Vedi come fila il mio ragionamento?
GIOVANNI si.
BARBA bene. Solo che adesso non vale più perchè io ti sto puntando una pistola alla testa e se non mi dici dov’è questo posto io ti sparo. E che te ne farai dei tuoi soldi quando ti avrò sparato? Niente. E che me ne farò io di te quando ti avrò sparato? Niente… Come vedi ti ho dimostrato logicamente che è molto meglio per tutti e due se mi dici dove sono i gioielli. Vero?
GIOVANNI si.
BARBA bravo. Allora, dove sono i gioielli?
GIOVANNI (pausa) nella cassaforte.
BARBA (guarda la cassaforte, poi guarda Giovanni, incredulo. Infine esplode di rabbia) perchè dovete fare così? perchè? Io cerco di essere ragionevole, di stare calmo, ma voi fate di tutto per farmi arrabbiare!
GIOVANNI è la verità!
BARBA non è vero! (getta a terra Giovanni e lo prende a calci) sono stronzate! stronzate! State raccontando solo stronzate!
LUCIA (cerca di trattenere Barba) si fermi, la prego! basta!... basta!
BARBA (si ferma) ecco, hai visto che succede?
LUCIA (si piega su di lui per aiutarlo) Giovanni... Giovanni, stai bene?
GIOVANNI (a terra, dolorante, in un filo di voce) si...
LUCIA (a Barba, con rabbia) lei è un animale!
BARBA (offeso) io, un animale?
LUCIA che bisogno c'era?
BARBA io ho fatto il magistrale. Otto anni!
LUCIA (aiutando Giovanni a rialzarsi) perché non ci lascia in pace.
BARBA ditemi dove sono i gioielli e me ne vado.
LUCIA non lo sappiamo! Perché non vuole crederci?
BARBA perché non sono un idiota. (prende Giovanni e lo tira su. Poi a Lucia) Tu lo sai dove sono, perciò o mi dici subito dove sono i gioielli o sparo a tuo marito.
GIOVANNI (terrorizzato) no, un momento. Io che c’entro?
LUCIA non lo so, mi creda!
BARBA conterò fino a cinque.
GIOVANNI come fino a cinque? Soltanto?
BARBA (gli punta la pistola alla testa) uno...
GIOVANNI no, aspetti! Che fa?
LUCIA non lo so, mi creda!
BARBA due...
GIOVANNI lei è una persona ragionevole.
LUCIA la scongiuro!
BARBA tre...
GIOVANNI lei è una persona che ragiona!
LUCIA non lo so dove sono!
BARBA quattro...
GIOVANNI ragioniamo!
LUCIA la scongiuro…
GIOVANNI (quasi in lacrime) aspetti! la prego, aspetti!
BARBA cinque!
GIOVANNI (urla) li ho presi io, i gioielli! li ho presi io! E pure i soldi! Ho preso tutto io! Tutto!
Silenzio. Barba lo guarda un momento, poi abbassa la pistola.
BARBA (a Lucia) visto? lo avevo detto che li aveva presi lui. (a Giovanni) Ci voleva tanto a dirlo?
LUCIA (guarda Giovanni, incredula) Giovanni...
GIOVANNI (si risiede, stremato) li ho presi io.
LUCIA ma tu... tu non conosci la combinazione.
GIOVANNI (tiene gli occhi bassi per evitare di guadare Lucia) l'ho sempre conosciuta, fin dal primo giorno.
LUCIA ma... ma come... perchè?
GIOVANNI ma ti ho sempre fatto credere di non conoscerla.
LUCIA perchè?
GIOVANNI mi dispiace.
LUCIA ma come hai potuto…
BARBA (la interrompe) I vostri problemi familiari li risolverete più tardi. (a Giovanni) Adesso vai a prendere i gioielli.
GIOVANNI mi piacerebbe, ma… non li ho più.
BARBA come, scusa?
GIOVANNI li ho usati per pagare i miei debiti.
BARBA che hai fatto?
LUCIA che debiti?
GIOVANNI grossi debiti. (a Barba) E' per questo che prima le ho chiesto se vi mandava l’ingegnere. E' il tizio a cui devo i soldi. Uno che non fa sconti a nessuno.
BARBA ma che?... (gli punta la pistola alla testa) vuoi davvero che ti spari in mezzo agli occhi, allora!
GIOVANNI no, la prego! è la verità! (Si rivolge un po' a Barba e un po' a Lucia) Avevo un grosso affare per le mani, un grosso progetto nell'immobiliare, Lucia, e mi servivano soldi, molti, e subito, e me li sono fatti prestare dall'ingegnere. Ma poi l'affare si è rivelato un'enorme fregatura e ho perso tutto. L’ingegnere però pretendeva di essere pagato lo stesso, e quello è meglio che lo paghi, e allora… ho dovuto prendere un po’ di soldi e tutti i gioielli.
BARBA è pazzesco!
GIOVANNI e non sono neanche bastati.
BARBA (tra sé) non ci credo.
LUCIA (anche lei incredula) come hai potuto derubarmi?
GIOVANNI andiamo! come posso derubarti? sei mia moglie!
LUCIA (con rabbia) ma i soldi erano miei! i gioielli erano miei! Tu non hai mai avuto niente!
GIOVANNI ho dovuto prenderli.
LUCIA e non mi hai mai dato niente!
GIOVANNI non esagerare, adesso.
LUCIA prima le altre donne e adesso questo! Non può essere vero! Tu non puoi essere mio marito! Io non posso aver sposato un… un bastardo figlio di puttana come te! (aggredisce Giovanni) Bastardo! stronzo!
GIOVANNI (cercando di proteggersi) che fai?...
LUCIA figlio di puttana!
GIOVANNI ferma! lasciami!...
BARBA basta, adesso!... (cerca di separarli, ma non ci riesce) ho detto basta! basta! (colpisce alla testa Lucia, che cade a terra svenuta, nella posizione in cui l'ha trovata Secco al suo ingresso nella scena 5).
GIOVANNI Lucia!
BARBA (afferra Giovanni e lo spinge a terra, verso la parete di sinistra, anche lui nella posizione in cui si trovava all'ingresso di Secco nella scena 5) lo sai quanto tempo, quante energie, quanti soldi che ho speso per preparare questo colpo? E Lo sai quant'è faticoso fare quello che sto facendo io adesso? E' tutto stress, questo. E lo stress fa male, fa venire il cancro e c'è bisogno di cure. E lo sai quanto costano le cure, oggi? Eh? Lo sai quanto ti chiedono quelle sanguisughe vestite di bianco per scriverti quattro righe su un pezzo di carta? Lo sai? E la vita che sto facendo? Lo sai quant'è costosa? Lo sai quanto devo pagare per avere documenti, armi, amici? Lo sai quanto costa comprare gli amici?... Lo sai o no?... Non lo sai. Non sai niente. Voi due non sapete un cazzo perchè siete ricchi. Potete avere tutto quello che volete e quando lo volete. E non vi frega di niente... vero che non ti frega niente? eh?... Vero?... E nemmeno a me frega più niente (punta la pistola addosso a Giovanni).
GIOVANNI (terrorizzato) no, aspetti! la prego! non...
Barba spara alla parete, poco più in là di Giovanni, che si è rannicchiato su se stesso. Barba resta per un momento con la pistola puntata, poi la abbassa. Intanto Giovanni lentamente solleva la testa e si rende conto, con stupore, di essere ancora vivo.
22.
Entra Secco, di corsa. Si ripete la scena 5.
Luci nello studio. Entra Secco, di corsa. Barba è in piedi, con la pistola stretta in mano. Giovanni è seduto a terra, accanto alla parete di sinistra. Lucia è invece per terra, distesa e immobile.
SECCO che succede?
BARBA che ci fai qua?
SECCO che hai fatto?
BARBA che ci fai qua?
SECCO (vede Lucia per terra) le hai sparato!
BARBA torna di là!
SECCO (sconvolto) l’hai uccisa!
BARBA torna di là o sparo a te! Drogato di merda!
SECCO non chiamarmi così!
BARBA (gli punta la pistola contro) torna di là!
SECCO (impaurito) tu sei pazzo! (indietreggia verso la porta) Tu sei completamente pazzo!... sei pazzo... (esce, atterrito).
23.
BARBA (si piega su Giovanni, lo afferra e lo tira su per il colletto) stammi a sentire: il colpo di prima è finito nel muro, ma il prossimo finirà nella tua testa se non tiri fuori i gioielli. Adesso!
GIOVANNI (ha difficoltà a parlare. La paura gli stringe la gola) io... io non... non mi uccida, la prego...
BARBA (lo scuote) i gioielli!
GIOVANNI li ho dati via! Non... Non li abbiamo più!... Deve credermi, la prego! Può... può anche spararmi, ma in casa non troverà altro…
BARBA (lo guarda, poi lo spinge via, a terra) bene. Allora ti sparo (gli punta la pistola contro. Intanto Lucia rinviene).
GIOVANNI no, la prego.
BARBA lo hai detto tu che posso spararti.
GIOVANNI (si inginocchia e implora, terrorizzato, implora) non lo faccia, la prego. Non mi uccida... (piange) non mi uccida!... la prego... Non mi uccida... non mi uccida...
BARBA (guarda Giovanni con disgusto) che uomo sei? guarda come piangi: non hai un po' di dignità?... che schifo...
GIOVANNI (c. s.) la prego...
BARBA dovrei spararti solo per questo.
GIOVANNI (c. s.) la prego...
BARBA ma prima voglio darti una dimostrazione. A tutti e due. Avete bisogno di una dimostrazione che vi chiarisca le idee. (esce nel corridoio e chiama) Secco… Secco!... (nessuna risposta) che sta combinando? (chiama, urlando) Secco!... (nessuna risposta. Rientra) idiota! (a Giovanni e Lucia) se solo provate a fare anche solo una mossa vi uccido subito. Chiaro? (li guarda, poi esce e va in salotto).
24.
LUCIA (è ancora a terra, ma si è messa seduta. Poi, dopo qualche secondo di silenzio) ci uccideranno… Ci uccideranno tutti quanti... e tutto per colpa tua!... Come hai potuto rubare i miei soldi? i miei gioielli? Come hai potuto rubare a me, a tua moglie? come hai potuto farmi questo?
GIOVANNI ne avevo bisogno.
LUCIA potevi chiedermeli! Te li avrei dati io.
GIOVANNI non me li avresti mai dati. Avresti chiamato tuo padre per sapere da lui che fare e lui ti avrebbe detto di non darmi niente.
LUCIA non è vero.
GIOVANNI è così. Per tuo padre sono sempre stato un buonannulla. Ma se in questo affare non ci si fosse messa di mezzo la sfortuna gli avrei dimostrato io chi è il buonannulla! Ve l'avrei fatta vedere quello che valgo! E tutti i vostri soldi e la vostra arroganza ve li avrei sbattuti in faccia.
LUCIA arroganza? ma quale arroganza? dirti che non sei bravo negli affari è arroganza?
GIOVANNI voi non mi avete mai dato un'occasione!
LUCIA l'hai appena avuta, l'occasione! Guarda com’è finita.
GIOVANNI vedi? tu non sei diversa da tuo padre. Per voi sono sempre stato un idiota. Non avete mai creduto un solo momento nelle mie capacità. E io mi sono stancato di sentirmi dire tutti i giorni quello che devo e non devo fare, quello che devo e non devo dire. Mi sono stancato! Basta!
LUCIA no, no! Basta lo dico io! Credi di essere tanto in gamba? E allora com'è che ci troviamo in questo casino? Com'è che anche questo… affare che avevi ti è andato male? Se avessi chiesto a me o a papà a quest'ora non...
GIOVANNI (si alza in piedi, con una rabbia che somiglia tanto all'odio) non me ne frega un cazzo di quello che pensa tuo padre! E non me ne frega un cazzo neanche di quello che pensi tu! Sono finiti i tempi dell'umiliazione continua! Sono finiti i tempi in cui ero costretto a sentirmi trattare come un perfetto imbecille da chiunque fosse un tuo parente solo per avere in cambio un posto di lavoro di merda! E finalmente te lo posso dire in faccia: per me potete crepare e andare all'inferno tu, tuo padre, tua sorella, la tua famiglia, il tuo cane! Tutti! Perchè io non vi sopporto più! Non vi sopporto più!
LUCIA (con molta rabbia, ma anche con molto dolore per ciò che ha appena ascoltato) tu... tu sei un... (senza finire) io ti giuro che se mai riusciremo a venire fuori da questa situazione te la farò pagare: chiederò il divorzio, di tutto questo a te non resterà niente, neanche una lira! Tornerai a vivere in quella baracca dove hai sempre vissuto. E ti denuncerò! Finirai in prigione! E quando uscirai papà farà in modo di rovinarti la vita per il resto dei tuoi giorni!
25.
Barba entra di corsa, afferra Giovanni e gli punta la pistola contro.
BARBA mi dispiace, ma non c'è più tempo. Devo scappare.
LUCIA che ha fatto a Lucia?
BARBA la stessa fine che farete voi se non tirate fuori i gioielli adesso.
LUCIA l'ha uccisa?
BARBA sta' zitta! (a Giovanni) te lo chiedo per l'ultima volta: dove sono i gioielli?
GIOVANNI non c'è nient'altro in casa! Lo vuoi capire o no? (con una spavalderia inaspettata) E poi basta! Mi sono stancato di questa storia! Mi sono stancato di te che vuoi spararmi, di lei che vuole il carcere, dell’ingegnere che vuole i soldi! Ma che volete tutti da me? Perché non mi lasciate in pace? Mi vuoi sparare? E allora sparami e facciamola finita.
BARBA (stupito da questa reazione, resta un attimo incerto. Poi spinge via Giovanni con violenza e rabbia) stronzo! (prende la borsa e con molta fretta ci infila dentro i contanti rimasti nella cassaforte. Poi a Giovanni e Paola, mentre raccoglie il denaro) fino all'ultimo, vero? fino all'ultimo!... preferite morire piuttosto che perdere i vostri soldi!... (raccoglie anche quelli per terra).
26.
Entra Secco.
SECCO (con la pistola in pugno) Barba!
BARBA ah! ecco il coglione che ritorna! Ti sei svegliato?
SECCO (punta la pistola contro Barba) chi è che chiami coglione?
BARBA (si accorge della pistola) che fai con quella?
SECCO hai fatto male i calcoli, stavolta
BARBA che dici? Aiutami a raccogliere…
SECCO la mia testa è più dura di quello che credevi. Non basta un vaso per romperla.
BARBA ma che?... (capisce l'equivoco) non hai capito niente, come al solito!
SECCO non dire così!
BARBA ti ha detto lei che sono stato io a romperti il vaso in testa?
SECCO volevi fregarmi.
BARBA e tu le hai creduto?
SECCO volevi tenerti tutto.
BARBA e certo che le hai creduto, perché ti si è fuso il cervello a furia di bucarti!
SECCO non dirlo!
BARBA sei un tossico senza cervello!
SECCO non devi dire quella parola!
BARBA quale parola? (per insultarlo) Tossico?
SECCO sta' zitto!
BARBA se no che fai?
SECCO sta' zitto!
BARBA mi spari?
SECCO sta' zitto!
BARBA drogato!
SECCO non dirlo più!
BARBA tossico!
SECCO zitto!
BARBA drogato! Drogato! Tu sei un...
Secco spara a Barba, che cade nella posizione in cui lo ha trovato Paola al suo ingresso nella stanza nella scena 16. Giovanni e Lucia sono immobili, terrorizzati.
SECCO (trema per la tensione. Si avvicina a Barba e gli parla) questo non lo avevi previsto, eh, grand’uomo? Adesso hai smesso di chiamarmi tossico. (si accorge di Lucia, stupito) Tu sei viva? Ma...? Beh, meglio per te. (E' molto agitato. Controlla la cassaforte, poi raccoglie i pochi soldi ancora per terra e li mette nella borsa. Poi guarda Giovanni e Lucia e scappa via).
27.
Giovanni e Lucia restano soli e, per un po', in silenzio. Sono increduli e terrorizzati. Poi Giovanni si alza e si avvicina al corpo di Barba, piegandosi a osservarlo.
LUCIA (sempre a terra) è... morto?... (lui la ignora) credi che... credi che è andato via?... se è andato via, allora... è finita. Eh? E' finita? (si convince) e noi siamo salvi. Vero che siamo salvi?... Eh? Vero che siamo salvi?... (ride di felicità in maniera quasi isterica) siamo salvi… salvi…
Le luci si abbassano fino al buio.
28.
Si alzano le luci nel salottino. L'azione ricomincia dalla fine della scena 2 del primo atto. Giovanni e Paola sono in piedi, nella stanza. A terra c'è la borsa di pelle chiara, aperta. Squilla il telefono.
GIOVANNI questa è lei! (corre a rispondere) pronto?... (sorpreso e deluso) ingegnere!... (con imbarazzo e eccessiva cortesia) no, no, nessun disturbo. Ma non doveva disturbarsi, l'avrei chiamata io.
PAOLA io vado nello studio.
GIOVANNI (a Paola) aspetta!...
PAOLA che c’è?
GIOVANNI (al telefono) ingegnere, scusi un secondo. (a Paola) non andare via, devo parlarti.
PAOLA ma si, si…
Paola esce e va nello studio.
29.
GIOVANNI pronto, ingegnere? scusi, ma stavo parlando con mia cognata... (in difficoltà) si, l'ho chiamata perchè volevo dirle che, ecco, mi dispiace davvero, ma ancora non sono riuscito a mettere insieme tutta la somma... no, no, senta: non sto cercando di imbrogliarla. Non lo farei mai. Le sto solo chiedendo un altro po' di tempo... si, lo so che me ne ha già dato parecchio, però di me può fidarsi. E poi i gioielli di mia moglie valgono almeno settanta milioni, altri venti glieli ho dati in contanti... lo so che non bastano, è per questo che... ma se le dico che in cassaforte non c'è rimasto più nulla!... si, ma... (ha paura) non ce ne sarà bisogno. Troverò i soldi, glielo assicuro… li troverò... buonasera... (All'altro capo riattaccano. Giovanni abbassa la cornetta senza riagganciare. Resta in piedi accanto al telefono, immobile. E' molto pallido).
30.
Paola entra.
PAOLA (va a gettare il mozzicone nel posacenere) Giovanni, senti, di là ci sono due borse. Sai dirmi quale... (notando l'aspetto pallido di Giovanni) che c'è? Stai male?... Giovanni?
GIOVANNI eh?
PAOLA qualcosa non va?
GIOVANNI no, no… (riattacca il telefono) è tutto a posto.
Si spengono le luci nel salottino.
31.
Si accendo le luci nello studio. L'azione riprende da dove si era interrotta, dalla fine della scena 27. Lucia sta ridendo di felicità.
LUCIA è finita!... siamo salvi! salvi! (Intanto Giovanni si alza e prende da terra, con un fazzoletto, la pistola di Barba) Non ci posso credere! siamo vivi! (a Giovanni, che le si è avvicinato) dai, aiutami a liberarmi le mani... che fai con quella pistola? Non serve più. Non c'è pericolo... (Giovanni le punta la pistola contro) Che fai?... che vuoi fare?... no, aspetta! aspetta, Giovanni! no!
Giovanni spara a Lucia, che cade a terra nella posizione in cui l'ha trovata Paola al suo ingresso nello studio nella scena 16. Per un po' Giovanni resta in piedi accanto a lei, in silenzio, rigido, come in trance. Poi rimette la pistola in mano a Barba e esce. Si spengono le luci.
32.
Luci nel salottino. Si ripete la scena 15. Entra Giovanni, sconvolto.
PAOLA (si alza in piedi e fa per uscire, quando entra Giovanni, sconvolto) Giovanni! Dio ti ringrazio! (lo abbraccia) sei vivo!
GIOVANNI (senza calore) anche tu.
PAOLA e Lucia? (Giovanni la allontana da sè) che è successo a Lucia? (Giovanni va verso il telefono, senza rispondere) Rispondi! dimmi qualcosa!... Giovanni!
GIOVANNI (solleva la cornetta del telefono) devo chiamare la polizia. E un'ambulanza.
PAOLA oddio! allora è vero! le ha sparato!... non può essere! (Esce di corsa e va nello studio. Si abbassano le luci nel salottino).
33.
GIOVANNI (compone il numero, con calma) pronto, ingegnere?... scusi se la disturbo a quest'ora. Volevo solo dirle che ho trovato i soldi... si, tutti. Glieli farò avere entro la fine della settimana... glielo avevo promesso, no?... mia moglie. E' lei che mi ha aiutato. Mi ha lasciato tutto.
PAOLA (f. s.) Giovanni!.
GIOVANNI adesso devo andare, mi scusi.
PAOLA (f. s., con più forza) Giovanni!
GIOVANNI si, è vero. Mia moglie mi vuole molto bene. Farebbe qualunque cosa per me.
Giovanni riattacca e si avvia alla porta. Si abbassano le luci fino al buio.

 

                                                                                   SIPARIO

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